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Sunia: «Fondo per acquistare gli immobili che sono all’asta»
livorno. La segretaria provinciale del Sunia Cgil Patrizia Villa aveva già fatto un appello un anno fa anche per la questione delle vendite all’asta delle case pignorate a seguito di indebitamento.
«In questo caso siamo di fronte a una piaga contro la quale non si sta facendo abbastanza – aveva detto la segretaria - a tutt’oggi, solo il Comune di Livorno ci risulta abbia stanziato una cifra per aiutare le famiglie che incorrono in tali situazioni. Il supporto interviene a pignoramento avvenuto e consiste nella concessione di una cifra per il passaggio in un’altra casa. In alcuni casi può servire, quando magari si dispone di minori entrate familiari ma si ha un lavoro, in tutti gli altri casi è ovvio che nessuno si fiderà a dare in affitto appartamenti a chi ha perduto il proprio, e certo non si va per il sottile a capire ed aiutare».
« Si é parlato di un fondo salva-casa che vuole affrontare l’impatto sociale senza penalizzare i diritti legittimi dei creditori - va avanti - una sorta di accordo di buona volontà che punta a non far perdere la casa e a non danneggiare le legittime aspettative dei creditori i quali, su immobili di medio valore, recuperano non più del 33% del valore del debito, lasciando nel contempo le famiglie gravemente indebitate e senza casa. Da accertamenti da noi svolti la soluzione della crisi da sovra-indebitamento può consistere anche in una ristrutturazione del debito che viene però concessa dall’Organismo di composizione delle crisi da sovra-indebitamento, con sede alla Camera di Commercio. L’autorizzazione a concedere tale ristrutturazione viene decisa dall’Organismo composto da avvocati, commercialisti, esperti contabili e notai che ovviamente non tengono conto del problema sociale che rappresenta. Servono quindi interventi sociali da parte di Regioni e Comuni in rete con le realtà territoriali sia di debitori che dei creditori».
«La proposta del Sunia Cgil fatta più volte ai tavoli comunali – ma la Regione o lo Stato sarebbero i luoghi opportuni – è quella di pensare a un fondo per acquistare le abitazioni ad un prezzo leggermente superiore a quello stabilito per l’asta - spiega ancora la segretaria provinciale Patrizia Villa - facendo un accordo ragionevole con il creditore, lasciare quindi gli immobili ai proprietari incolpevoli, che pagheranno una sorta di affitto inferiore al mutuo. Se i proprietari riusciranno a tornare solvibili può essere effettuata una ristrutturazione del debito, altrimenti potrebbe essere considerata la possibilità di fare una nuda proprietà in modo che l’immobile, quando non ci saranno più i proprietari, venga acquisito al patrimonio pubblico Erp o comunque delle amministrazioni comunali. Un modo per tutelare le famiglie e fare l’interesse dei cittadini». —
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