Gioco
Padovan: «Cari livornesi da quaggiù ecco gli auguri per l’anno che verrà»
Il capitano livornese: mi manca tutto, in mezzo a questo silenzio rimpiango anche le file di chi brontola e il caos in zona stadio
il messaggio
«Quando siamo lontani, specialmente dalla nostra città, ci si attacca a tutto, a tutti i ricordi, belli o brutti non importa. Mi mancano perfino le file, piene di gente che brontola: mi manca anche il “casino” che c’è (o c’era) la domenica intorno allo stadio». Inizia così il messaggio che il comandante Gabriele Padovan tramite Il Tirreno invia ai livornesi per gli auguri di buon anno: «Mi immagino il silenzio di questi giorni: nessuna fila, tutti in casa. Il silenzio ci accomuna in questi strani giorni di festa».
L’augurio è che «con il nuovo anno passi questo prolungato silenzio e che quando ci ritroveremo in fila o in macchina o sul pianerottolo sia come se fosse Natale. Come lo è per me e per la mia famiglia quando sono a casa».
Padovan, imbarcato «dal 28 novembre 2019», spiega la routine di bordo («la nave va curata anche se è ferma dal 29 luglio»): «Ogni lunedì proviamo il motore principale, il timone; ogni sabato ci esercitiamo per le emergenze, ogni domenica proviamo allarmi e mezzi di salvataggio. Durante la settimana manutenzione in coperta, in macchina e pulizia». Pronti mascherine, alcool e liquido a base di varichina da vaporizzare per sanificare. Tutti i giorni il termometro per la febbre alle 7 e alle 18.
In attesa che lo sblocco si concretizzi nell’effettivo ritorno a casa, Padovan sottolinea che «l’importante anche nella quarantena è andare avanti, giorno per giorno, con obiettivi a breve termine, apprezzando le cose più semplici e trovare del tempo per fare le cose che ci piacciono». E poi: «Mi sento vicino a tutti quelli che si sentono soli, anche in mezzo alla gente. E mi sento ancora più vicino ai malati che non possono avere un loro caro accanto a causa del Covid».
Ma adesso che è arrivata la conferma dell’ok cinese, è l’ora dei ringraziamenti che Padovan spende per «il ministro Luigi di Maio, l’ambasciatore Ferrari e il console Fraticelli dell’ambasciata italiana di Pechino, il sindaco Luca Salvetti e tutti i sindaci che ci hanno supportato, l'ammiraglio Luigi Giardino, il C.F. Ida Montanaro e tutto il sesto reparto del Comando Capitanerie e l’ammiraglio Giovanni Pettorino alla guida del comando generale delle Capitanerie, oltre a tutte le autorità cinesi e a quanti stanno lavorando per farci rientrare».
«Finalmente – afferma il sindaco Luca Salvetti – è arrivata questo annuncio così atteso: mi auguro ora che avvengano rapidamente le pratiche e tutto quanto necessita per riportare a casa chi è da tanto tempo lontano». Poi rincara: «A quel punto saluteremo il comandante Padovan che potrà abbracciare i suoi cari. L’impegno dei sindaci c’è stato e il governo si è adoperato per sbloccare la situazione».
Esulta anche il deputato M5s livornese Francesco Berti, che plaude all’«importante lavoro diplomatico svolto dal ministro degli esteri Luigi Di Maio e dalla nostra ambasciata a Pechino»: è una «bellissima notizia a conclusione di un anno tremendo», è la «riprova del costante impegno di tutto il corpo diplomatico italiano per assistere e non lasciare soli i nostri connazionali all’estero che si trovano in situazioni di difficoltà». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google