Il Tirreno

Livorno

castiglioncello 

Comandante di peschereccio sanzionato per duemila euro

S. Tag.

I militari della guardia costiera hanno trovato a bordo una rete a strascico modificata con le maglie molto strette per catturare prede sotto taglia

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. A bordo del suo peschereccio aveva una rete a strascico con le maglie più strette del consentito, così da catturare le prede sotto taglia. Per questo la guardia costiera labronica ha sequestrato l’attrezzatura e sanzionato per duemila euro il comandante di un motopesca di Castiglioncello. «Un artificio costruttivo – spiegano i militari della direzione marittima della Toscana – capace di arrecare gravi danni alle risorse ittiche e all’ecosistema marino, per la potenziale cattura di specie in fase di crescita».

È stato uno degli ultimi sequestri della capitaneria di porto, che a dicembre ha concluso 247 ispezioni a terra e in mare, rilevando 45 illeciti (uno penale e 44 amministrativi), con multe dal valore totale di settantamila euro. Fra queste – come anticipato dal Tirreno nei giorni scorsi – anche la sanzione amministrativa a un bancario livornese di 56 anni, accusato di aver pescato 40 chili di orate in un giorno (quando il limite è di cinque) e scoperto, dopo circa due settimane, dopo che un amico aveva pubblicato una foto con lui e i pesci sui social network.

Oltre alla rete irregolare a bordo del peschereccio di Castiglioncello, a livello regionale, i militari hanno sequestrato ben tre tonnellate di pescato nell’ambito dell’operazione di controllo sulla filiera della pesca, denominata “Frontiere tracciabili”, organizzata proprio prima e durante il periodo delle festività natalizie, «in cui la domanda dei prodotti ittici è aumentata in maniera esponenziale», spiega la capitaneria.

«Le verifiche, mirate a tutelare il “made in Italy” – spiegano i militari – si sono svolte in porti, depositi delle società di importazione nell’entroterra toscano e dai rivenditori all’ingrosso e si sono focalizzati sulla verifica della bontà dei prodotti della pesca importati, alla corrispondenza dei requisiti di qualità e tracciabilità, garantendo tutte le informazioni necessarie ad attestarne la loro provenienza legale».

Ed è proprio nel corso di una verifica effettuata nei magazzini di una società di importazione di alimenti di Campi Bisenzio (in provincia di Firenze) r gestita da una società amministrata da un cittadino cinese, che la guardia costiera ha sequestrato alcune partite di prodotti, oltre due tonnellate, importati dal Sudafrica e commercializzati in Italia «con denominazioni non conformi». Quello fiorentino è stato il sequestro più ingente del mese.

A Livorno e Firenze, invece, gli ispettori hanno eseguito altri controlli a due grossisti e anche in questo caso circa 800 chili di merce, «risultata scaduta e in parte priva di documenti attestanti la tracciabilità, è stata sequestrata», spiegano dalla direzione marittima. Ai titolari sanzioni amministrative per cinquemila euro. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web