Gioco
In due perdono il lavoro presidio con la Cgil di fronte alla Bertani
Hanno provocato incidenti mentre spostavano mezzi Gucciardo: «Provvedimenti sproporzionati rispetto a quanto è accaduto»
livorno. Una giornata, quella di ieri, caratterizzata da un nuovo presidio di protesta, indetto dal sindacato Filt-Cgil davanti al piazzale dell’azienda Bertani Trasporti che si trova in via Firenze.
Una manifestazione che è andata in scena sotto la pioggia per sensibilizzare l’opinione pubblica verso i provvedimenti che hanno riguardato due dipendenti della ditta MT logistica che fornisce servizi in appalto per la stessa azienda Bertani.
«Entrambi sono stati allontanati dal posto di lavoro perché hanno avuto due incidenti mentre stavano spostando mezzi: uno è stato licenziato formalmente, uno di fatto non lavora più - spiega Giuseppe Gucciardo, segretario generale Filt Cgil Livorno-. lI presidio é fondamentale, perché, a prescindere dalle varie situazioni, ai lavoratori occorre il nostro sostegno».
« In una fase storica del genere le aziende dovrebbero avere maggiore responsabilità - spiega ancora il sindacalista- Non si nega il fatto che i due dipendenti abbiano avuto gli incidenti. Ma critichiamo i relativi provvedimenti che sono assolutamente sproporzionati rispetto all’ accaduto. Questo deve essere ben messo in evidenza».
Tutto comincia il 17 novembre quando un lavoratore, Valerio Ceselli, appartenente alle categorie protette, nell’atto di spostare un mezzo, commette un incidente, per il quale viene sospeso dall’attività, senza avere più la retribuzione.
«Sono sinistri che possono accadere - racconta Ceselli-. Ho ricevuto una lettera di richiamo alla quale ho risposto attraverso il sindacato. Il provvedimento consisteva in tre giorni di sospensione, dopo mi avrebbero fatto sapere». «Al momento di rientrare mi è arrivata un’email da Bertani - secondo quanto spiega il dipendente - che mi vietava l’ingresso nel piazzale dell’azienda fino a data da destinarsi. Quindi mi hanno proposto due mesi di aspettativa, dal primo dicembre fino al 31 gennaio. Io non ho accettato e viviamo in attesa di sviluppi. Sono giornate molto difficili».
Poi, nel medesimo contesto, c’è stato un secondo incidente e in quel caso il lavoratore Riccardo Scapuzzi è stato licenziato in tronco. «Proviamo, come azione politica, a chiedere un incontro con entrambe le componenti - prosegue ancora «Giuseppe Gucciardo- l’azienda dei servizi e il committente. Con lo scopo di rivedere i provvedimenti e permettere ai lavoratori di essere reintegrati. Capisco il clima d’incertezza e il nervosismo, ma azioni del genere su persone che vivono di lavoro sono eccessive»
. E aggiunge ancora il sindacalista: «Questa è la dinamica all’interno dell’appalto. Una storia che parte da lontano dal 2016, quando i servizi sono stati dati all’esterno. In questo modo si è creato una situazione di precarietà diffusa, della quale oggi si vedono gli effetti». Da qui la protesta atta a scongiurare l’allontanamento di personale nel prossimo futuro. «Un precedente - conclude il segretario - che crea tensione tra i lavoratori e potrebbe condurre verso una spirale che si avvolge su se stessa: il clima di incertezza, il terrore di essere estromessi al primo errore non sono le migliori condizioni di lavoro». —
Simone Fulciniti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
