Gioco
Addio Loriana, la fiorista di via Garibaldi che allestì il palco per Enrico Berlinguer
Col marito Mario e poi i tre figli fondò la dinastia dei negozi Bracci «Portò gli abeti di Natale in città e vinse anche Lady Commercio»
Gianni Tacchi
LIVORNO. Più di cinquant’anni nel suo negozio di fiori in via Garibaldi, tre figli che sono rimasti a lungo nel settore aprendo altri due fiorai, anche il premio speciale del Tirreno come “Lady commercio” negli anni ’80. Loriana Barsotti è stata la fioraia per intere generazioni, una delle più conosciute in città e un punto di riferimento per tantissimi livornesi: se n’è andata ieri mattina, un mese e mezzo dopo la frattura del femore da cui non è riuscita a riprendersi.
Avrebbe compiuto 97 anni tra pochi giorni, a gennaio.
«È stata una donna unica, forte, eccezionale - racconta la nipote Lara Bracci - il suo negozio in via Garibaldi (Fiorista Loriana, ndr) negli anni ’60, ’70 e ’80 era tra i più importanti della città, un piccolo impero portato poi avanti dai figli. Mia nonna aveva una passione infinita per i fiori, quel negozio era sempre aperto. Una volta si presentò alla porta addirittura Gerry Scotti, ricordo anche quando venne chiamata per allestire il palco di Berlinguer durante un comizio a Livorno».
Loriana iniziò a vendere fiori nei primi anni ’50, quando decise di affiancare il marito Mario Bracci (scomparso nel ’92) nel banco di frutta e verdura che gestiva in piazza Garibaldi. «Fu subito un successo», ricorda la nipote, un successo tale da convincere Loriana ad aprire il negozio di fiori in via Garibaldi, a pochi metri di distanza da dove oggi si trova lo storico magazzino Franza.
L’inaugurazione nel 1955, la chiusura dopo cinquantadue anni, nel 2007. Tutto con il contributo dei tre figli di Loriana e Mario: Roberto ha lavorato con la madre proprio in via Garibaldi e oggi è in pensione, Nedo ed Enzo sono invece scomparsi e lavoravano rispettivamente nelle rivendite di fiori sul viale Alfieri e a Colline, gli altri negozi della famiglia oggi chiusi.
«È finita un’epoca per la nostra famiglia ma anche per la città di Livorno - commenta la nipote Lara - mia nonna, mio padre Nedo e i miei zii hanno lavorato in mezzo ai fiori per oltre cinquant’anni e sono stati una colonna del commercio livornese».
Aveva intuito imprenditoriale Loriana Barsotti. «Fu tra le prime a portare e a vendere a Livorno gli abeti per Natale, qualcosa che oggi rientra nella normalità ma che all’epoca era straordinario. In realtà cominciò mio nonno Mario in piazza della Repubblica e successivamente alla Guglia, poi continuarono Loriana e i suoi figli».
Il premio “Lady commercio” del Tirreno, che negli anni Ottanta rappresentava un vero e proprio Oscar ambitissimo dai commercianti livornesi fu il suggello ad una carriera importante: «È sempre stato motivo di orgoglio per nonna, all’epoca il Tirreno le assegnò questo premio per quanto fatto nel mondo del commercio nel corso degli anni».
Loriana Barsotti lascia anche i nipoti Federica e Luca. Il funerale verrà celebrato oggi, alle 15.30 alla camera mortuaria dell’ospedale.
«A causa delle restrizioni e delle misure anti-contagio di questi giorni - spiega Lara Bracci - sarà possibile venire solo dalle 15 alle 15.30 per un ultimo saluto». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
