Il Tirreno

Livorno

Siamo stanchi abbiamo bloccato anche l’asporto

Siamo stanchi abbiamo bloccato anche l’asporto

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LIVORNO. «No, non abbiamo aperto per quattro pranzi e abbiamo anche bloccato l’asporto e il delivery. Basta, siamo stanchi. Ora la cucina è completamente ferma e tutti i dipendenti sono in cassa integrazione». Lo sfogo è di Fabio Sanna, il titolare della Cantina Senese in borgo Cappuccini, aperto in questi giorni solo per la vendita dei vini e delle confezioni regalo in vista del Natale. «Quattro pranzi non avrebbero cambiato la mia situazione economica, ma probabilmente avrebbero aggravato quella sanitaria in città - dice Sanna - potevamo aprire con un menu ridotto, è vero, ma sarebbe stato irrispettoso nei confronti della nostra clientela. Il delivery? Funzionava solo il sabato sera, inutile andare avanti». Sanna, insieme all’associazione Ristoratori Toscana, è tra i livornesi più attivi nelle proteste contro il governo: prima è andato a piedi a Roma per avere «sostegno e tutele», poi si è presentato in tenda sotto gli uffici della Regione Toscana, a Firenze, chiedendo «aiuti e non parole».

«E domani (oggi, ndr) saremo di nuovo a Roma per una manifestazione con altre categorie dimenticate e abbandonate da questo governo. Gli aiuti sono stati minimi, forse qualcuno non l’ha capito. Il futuro? Nero, nerissimo. Tra la paura della gente, nuovi lockdown e l’imminente influenza stagionale, da gennaio a marzo i ristoratori non incasseranno un euro». —

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