Gioco
Rimettere in moto un locale è complicato non è una ferramenta
LIVORNO.Tra i ristoranti che hanno deciso di restare chiusi nei quattro giorni di zona gialla, da domenica scorsa a oggi, c’è anche la Barcarola. Il famosissimo locale di viale Carducci, autentico tempio della cucina per generazione di livornesi. La sua saracinesca, però, è ancora giù e per il momento non sarà rialzata.
Il motivo? «Era impossibile quantificare la spesa da fare, non potevamo rischiare di buttare via tutto o quasi», risponde lo storico titolare Beppino Mancini, che parla di «problemi a livello organizzativo per quattro pranzi» e sottolinea «la situazione tragica per tutto il settore». «Un ristorante non è una ferramenta o un negozio di abbigliamento, con tutto il rispetto per queste professioni. Rimetterlo in moto non è semplice - aggiunge il ristoratore - penso all’organizzazione interna, alla preparazione dei piatti, penso anche a dettagli importanti come i frigoriferi accesi 5-6 ore per servire il vino fresco. E se le prenotazioni fossero state poche? Meglio restare chiusi, ormai quest’anno è andato così». Dunque Mancini non se l’è sentita di riaprire per pochi giorni e poi dover nuovamente richiudere: la sua è una forma di rispetto per la clientela che deve essere sempre servita al top.
Chiuso il ristorante ai clienti e chiusa anche la cucina, con l’asporto e la consegna a domicilio mai attivati. «Non siamo adatti a servizi del genere - spiegano dal viale Carducci - un conto è consegnare il sushi, una pizza, il pollo arrosto o un panino, un altro è lavorare con specialità di mare come noi. Il delivery non fa parte della nostra cultura, tutto qui. Ma poi come si fa a portare a casa gli spaghetti alle vongole o un’orata al sale? I nostri piatti sono freschissimi e vanno mangiati subito, appena sfornati, non a casa dopo mezz’ora». —
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