Gioco
Olimpiadi del Cuore, da Brosio la donazione di soldi e mascherine
A Livorno 23mila euro e 25mila “Ffp2” ottenuti dal volto tv con la raccolta di fondi tramite iniziative benefiche nel segno di Montenero e di Medjugorje
livorno. Paolo Brosio si mette in posa per la foto con il vescovo Simone Giusti ma di colpo si ferma: «Mi raccomando, fate in modo che si veda anche la Madonna di Montenero, è lei la star». Nel salone del vescovado, davanti a un chiostro ottocentesco che meriterebbe di essere riscoperto, il volto tv è proprio quel che conosciamo nelle trasmissioni televisive: un mix di candore e impaccio che lo rende così “noi” e, al tempo stesso, ecco spuntare la capacità smagata di reggere la scena parlando delle apparizioni mariane a Medjugorje o dei pellegrinaggi con la mamma («caro vescovo, devi mettere le indulgenze plenarie per noi peccatori anche a Montenero: mi eviteresti di fare quattro ore di macchina per andare a Assisi»).
Stavolta però non è uno show. Anzi, è il post-show. L’evento era andato in scena a fine agosto con le Olimpiadi del Cuore, una delle occasioni in cui Brosio raccoglie fondi per iniziative di beneficienza: «Ve lo ricordate che c’era il panico ovunque per il Covid che colpiva ovunque i vacanzieri? Ne ho portati 400 all’evento-clou e non c’è stato un solo caso di contagio: c’è stata una mano che ci ha protetto».
Complessivamente, al tirar delle somme sono stati destinati a opere benefiche 90mila euro. Quasi un quarto è andata al pronto soccorso da realizzare a Medjugorje in modo aperto a tutte le religioni e tutte le etnie: Paolo Brosio vuol chiamare Giusti per la posa della prima pietra. Ma l’appuntamento livornese è l’occasione per dar conto del fatto che – oltre a finanziare iniziative a Bergamo, a Brescia e in Versilia – Brosio ha donato 23mila a Livorno. La metà nelle mani del vescovo Simone Giusti, che ha colto la palla al balzo per annunciare che è questa la prima donazione per il raddoppio del “Villaggio della Carità” in zona Corea. E il resto? 2.500 euro all’hospice delle Cure palliative di Livorno e altrettanti sia all’associazione You4Er (che opera al pronto soccorso dell’ospedale in favore dei bambini) sia a don Federico Mancusi della parrocchia del Borgo di Magrignano (per un campo sportivo parrocchiale), 2mila alla coop Parco del Mulino (che si occupa di reinserimento di disabili) e 1.500 a don Luca Giustarini, rettore del santuario di Montenero. A ciò si aggiungano le 150mila mascherine Ffp2 (valore di mercato quasi mezzo milione) donate dalla Mae della famiglia Rovellini: 25mila arriveranno a Livorno.
Nella lunghissima lista di donatori richiamati uno per uno da Brosio, è da segnalare che figurano le società Toremar, Palumbo e Lorenzini, oltre a BlueBay. A loro il ringraziamento di Brosio, oltre che a Andrea e Veronica Bocelli, allla famiglia Pampaloni, alla nazionale cantanti e alle squadre di calcio dell’Atalanta e del Verona.
L’ultima sottolineatura è per la partecipazione di Brosio a trasmissioni con “Grande Fratello” o “L’isola dei famosi”: «Potrei andare solo alla tv dei vescovi o a Radio Maria, ma a cosa servirebbe parlare di Dio a quelli che lo conoscono già? Ci voleva un kamikaze come me per andare a portare i miei discorsi e le mie convinzioni anche fra chi la pensa in tutt’altro modo. Del resto, mi prendo qualche sganassone metaforico ma restituisco anche qualche botta: le prendo e le dò». —
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