Gioco
Così in Corea raddoppia il Villaggio della Carità
livorno. Centomila euro per ristrutturare l’edificio di Torretta che è stato il primo avamposto della nuova stagione della Caritas: un intervento per adattare i locali all’emergenza abitativa. Poi un milione e mezzo di euro da mettere sul tavolo per raddoppiare l’attuale “Villaggio della Carità” di via La Pira, di fronte alla chiesa di Corea: di fatto l’altra metà (lato Aurelia) del fabbricato già costruito negli anni scorsi, un migliaio di metri quadri con uno spazio assemblee e diverse aule, anch’esse poi destinate a ospitare i nuclei dell’emergenza abitativa.
«Ciascuna stanza avrà un suo bagno ma la vita sarà comunitaria così da favorire lo scambio fra le persone e fra le generazioni», dice il vescovo Simone Giusti presentando l’edizione 2021 delle cose che ha in testa di fare.
A che punto siamo? La licenza edilizia ancora non c’è ma quasi: «Era previsto che il Comune desse l’ok in giunta a metà novembre, la cosa è slittata in extremis e ora il via dovrebbe arrivare entro fine anno. I soldi? C’è un finanziamento della conferenza episcopale».
Suor Raffaella Spiezio, presidente della Fondazione Caritas, insiste su un aspetto: «L’emergenza abitativa ha tempi d’attesa lunghi, nell’ordine dei 5-8 anni, questa soluzione serve a colmare questo vuoto. E a dare risposta in modo organico anche al vissuto di bambini che hanno bisogno di spazi di “focolare domestico” come abbiano previsto al piano superiore.
Oltre a raddoppiare in futuro la volumetria dei locali di Corea, la Caritas ha raddoppiato già l’offerta di pasti. Lo ricorda suor Spiezio, segnalando che si riesce a far fronte al boom della domanda di un pasto caldo e un sorriso contando anche sulla collaborazione di realtà parrocchiali come, ad esempio, la Ronda della Carità di Coteto e la mensa di Antignano. —
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