Il Tirreno

Livorno

la reazione dei sindacati 

«Inaccettabile la decisione noi pronti a protestare»

L.A.

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livorno. «Inaccettabile l’esternalizzazione, non possiamo permettere di mettere a rischio il posto di lavoro per trenta persone e una qualità inferiore dei servizi educativi per 200 bambini».

Sono la Cgil e la Uil che lanciano l’allarme per l’esternalizzazione di due centri infanzia che coprono la fascia 0-6 con sei nidi e sei scuole di infanzia. E minacciano lo stato di agitazione.

«La decisione della giunta ci ha sorpreso – spiegano all’unisono Filippo Bellandi segretario Nidil Cgil, Cecilia Testa delegata della Rsu per la Cgil, Letizia Carmignani segretaria Funzione pubblica della Cgil e Rosa Distaso, segretaria Funzione pubblica della Uil - dal nostro punto di vista la qualità del servizio è garantito da perimetro pubblico, altrimenti si andrà incontro a un impoverimento che va a colpire tutti i servizi. Esprimiamo una grande preoccupazione per la qualità del lavoro e i livelli di reddito dei lavoratori».

E aggiungono: «A Livorno i centri di infanzia sono stati pionieri di ricerca e sperimentazione anche rivolte alla multicultura e all’ accoglienza delle famiglie. La decisione della giunta porta alla perdita di un patrimonio e alla dismissione di un fiore all’occhiello. Le strutture non devono essere considerate solo dal punto di vista economico».

«Anche gli scienziati di materie economiche – spiegano ancora - riconoscono come importante l’educazione precoce in fascia 0 -3 per evitare disagi futuri dal punto di vista psicologico ed economico e un’ammnistrazione di centro sinistra che si assume questa responsabilità dimostra di non avere lucidità politica. Risparmiare su questi servizi , è importante l’educazione precoce ».

E infine i sindacalisti concludono: «La fascia zero/sei è al momento già per metà gestita dal privato convenzionato. In questo modo, con questa nuova esternalizzazione la parte pubblica diventa minoritaria. È una regressione su un modello arretrato che è presente al Sud e che le leggi nazionali hanno sempre cercato di recuperare».

L.A.

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