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Livorno

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Il Cisternone si allarga grazie a panchine e alberi

Flavio Lombardi
Il Cisternone si allarga grazie a panchine e alberi

Apre la nuova piazza (progettata dalla giunta M5s) dopo più di un anno di lavori Salvetti: « Come a Istanbul questo luogo deve essere un’attrazione turistica»

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Flavio Lombardi

LIVORNO. Taglio del nastro in piazza del Cisternone con prologo politico del sindaco Luca Salvetti. «Quando ci siamo insediati, qui c’era un cantiere bloccato - ha detto - Una situazione che ha necessitato la riattivazione di un percorso così come accaduto per decine di altri luoghi a Livorno. Rimesso in fila documenti e rapporti, siamo ripartiti. Rivisitando in certi aspetti il progetto approvato dalla gestione precedente e pensando di averlo pure migliorato. Aggiungo, senza polemiche, che non basta avere le idee, bisogna avere la capacità di realizzarle». Va comunque ricordato che il progetto di riqualificazione dell’area è partito con la giunta M5s di Nogarin ed è stato ripreso e portato a termine dall’amministrazione di centrosinistra Salvetti.

Per l’inaugurazione alcuni abitanti si sono affacciati alle finestre ad ascoltare la voce del sindaco che arrivava dalle casse sistemate per l’occasione. Tutti soddisfatti per un progetto urbano terminato e che per molto tempo è rimasto prigioniero delle reti metalliche. Ora i livornesi si potranno godere panchine, alberi e anche una fontana. Il sindaco, nel suo discorso, si è appellato al senso civico dei cittadini per poter conservare nel tempo il decoro necessario a uno spazio pubblico. Una cerimonia che è stata sobria, con citazione per tutti gli architetti e tecnici che hanno partecipato alla realizzazione del progetto e un ringraziamento per l’assessora all’urbanistica Silvia Viviani. La piazza, i cui lavori sono nuovamente iniziati a settembre 2019 ed hanno subito un arresto sensibile durante la prima ondata Covid, si è fatta bella con una pavimentazione che presenta due finiture diverse di pietra forte. Una rigata, l’altra invece bocciardata e con larghezza variabile tra i 20 e i 50 centimetri. Pietre posate “a correre” in fasce parallele. La modifica principale, rispetto al progetto licenziato dalla giunta Cinque Stelle, riguarda il lato sud, tra via del Cisternone e via del Corona. Cioé introducendo un marciapiede al fianco della nuova rampa, permettendo la percorribilità laterale per pedoni e disabili e conferendo una maggiore finitura squisitamente di carattere estetico. Sul lato opposto e davanti all’ingresso principale del Cisternone, niente più cordolo in cemento armato, ma uno a scalino in arenaria. Non può sfuggire, infine, la messa a dimora di dieci lecci invece dei cinque inizialmente previsti e la casetta al cui interno sono sistemati contatori e apparecchiature per la fontana. Curata nel dettaglio perché ha una pianta ellittica sovrastata da una calotta che richiama proprio ai manufatti dell’acquedotto realizzati dal Poggianti.

Una piazza che vuole tornare alla «mia idea, dopo aver visto la cisterna di Istanbul, - ha detto Salvetti - di farla diventare un’ attrazione turistica, perché non sono molte le città che hanno in pieno centro tesori simili». Un assist per l’amministratore delegato di Asa, Rosario Di Bartolo che non ha fatto fatica a depositare la palla in rete. «Un bellissimo monumento, una struttura importante per la nostra azienda - ha detto - che rappresenta il serbatoio principale della città. Sono arrivato da poco ma so che il Cisternone è stato più volte aperto alla cittadinanza per mostrare tutto il suo fascino. Possiamo tornare a farlo, tutte le volte che sarà possibile, in accordo con l’amministrazione comunale». —

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