Gioco
«La medicina è progresso vacciniamoci per la salute che è un valore sociale»
Pietro Contorno, artista, musicista, operatore sociale, assicura che il vaccino lo farà subito, appena gli sarà possibile. «E non solo perché sono un soggetto a rischio, avendo una malattia autoimmune, ma perché credo profondamente nella medicina allopatica, i numeri parlano chiaro e anche se magari negli ultimi anni certi progressi si danno per scontati, questa medicina vanta successi enormi, grandissimi numeri. E anche nel caso del covid io conto sulla scienza». Certo soprattutto nei dibattiti sui social, magari è la notizia falsa, il caso sporadico di fallimento che fa forti i no-vax e in genere chi nega la funzione della medicina: «Questo nel web, che è una centrifuga, vale un po’ per tutto. Una singola opionione, se ben veicolata, diventa oro colato. Ma bisogna stare con i piedi per terra. E fidarsi di chi conosce le cose. Ci fidiamo del meccanico che ci ripara la motocicletta, perché invece quando si parla di medicina dobbiamo sempre dubitare? Io alla fine mi sono stancato di rispondere a certe affermazioni su Facebook, come giocare a scacchi con un piccione». Sarà necessario rendere obbligatorio il vaccino? «Io spero di no e sono convinto che alla fine si vaccineranno quasi tutti». I no-vax si appellano alla libertà, anche di ammalarsi... «Sì, ma è una visione individualista. Siamo una società, tutto si fonda sulla condivisione. Io non mi vaccino solo per me stesso ma perché credo nello sforzo comune. Rischi? Sperimentazione troppo veloce? Io credo che sia avvenuto tutto velocemente perché le tecnologie di oggi sono molto più avanzate di prima e gli investimenti sono stati enormi».
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