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«È sicuro, indispensabile per fermare la pandemia Vorrei lo facessero tutti»

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Marina Corniglia è un’infermiera. Lavora all’ospedale di Pontedera, e dalla sua pagina Facebook, lancia numerosi messaggi che illuminano il suo appoggio incondizionato alla vaccinazione anticovid. «Vaccino sì - spiega -, perché si basa sulla scienza, perché deve raggiungere l’obiettivo di limitare la malattia, i decessi, e il collasso del sistema sanitario». Corniglia non vede rischi degni di nota. «Secondo me il rischio non c’è. Questo tipo di vaccino è diverso rispetto agli altri, questo è di ultima generazione. Ed è stato fatto seguendo certi schemi che ne hanno permesso la realizzazione in breve tempo. Una volta messo in commercio, si è formato un comitato scientifico per la sorveglianza, una commissione che serve per vigilare proprio sul vaccino e suoi effetti collaterali. Una garanzia ulteriore. Non sono preoccupata». Tuttavia c’è un piccolo dubbio. « Sulla durata. Quanto tempo rende immuni? Non ho trovato molte notizie in rete sui siti ufficiali in questo senso. Magari le persone sono convinte di essere protette a lungo termine e poi questo non succede. Una questione da approfondire». Tra i colleghi, in ospedale, il parere positivo gode i favori della maggioranza. «In prevalenza medici e infermieri sono della mia idea; altri operatori sanitari, una piccola parte per la verità, ha delle perplessità sulle tempistiche così rapide». «La non obbligatorietà - conclude Corniglia - è un limite, certo, ma nello stesso momento, il poter scegliere di non farlo, è un diritto innegabile».

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di Redazione web