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Centralina come un colabrodo: dati degli inquinanti solo a volte
Nei rilievi dell’Arpat ci sono buchi nel monitoraggio i e non sono casi isolati Per il benzene si registra un picco oltre i limiti. L’Arpat: «Ma è tutto in regola»
Lucia Aterini
COLLESALVETTi. La centralina di Stagno continua a collezionare “buchi”. Registra, per dirlo in termini migliori, fasce orarie in cui non vengono segnati gli inquinanti che devono essere monitorati. Il problema è che questa, almeno dall’inizio di dicembre, è una tendenza costante e non si tratta di casi isolati come ha spiegato Arpat nei giorni scorsi.
Tra l’altro, oltre alla mancanza di dati ci si aggiunge anche quello dei rilievi anomali per il benzene. Dopo il primo fine settimana del mese con picchi elevati , ora un altro livello fuori regola, pari al 5.8 µg/m³ (il massimo è 5 microgrammi per metro cubo) che è comparso il 18 alle 19 con livelli discendenti nelle ore seguenti. E che poi si è riassestato sotto l’indice di 1.
Il Tirreno sta monitorando la centralina di via della Costuzione dall’inizio del mese su stimolo di alcuni residenti preoccupati per i cattivi odori e per i rumori forti che da tempo avvertono e che, ormai da decenni, mettono in correlazione con la lavorazione petrolchimica e l’attività della raffineria Eni di Stagno.
Qui si monitorano Pm10 e Pm 2,5, il biossido di azoto ma anche sostanze che possono direttamente essere collegate alla raffineria: benzene, acido solfidrico e anidride solforosa. Ma ora sui dati online di Arpat sono stati registrati buchi nelle rilevazioni: il 5 e il 6 dicembre, il 9, dal 10 al 13 per tutti gli inquinanti.
L’Arpat ha spiegato che il motivo era da addebitarsi a malfunzionamenti e a manutenzioni degli strumenti. In particolare, sempre come è stato spiegato dall’Agenzia regionale, il 6 e il 7 dicembre a provocare la criticità c’è stato il distacco di energia elettrica per il maltempo.
Ma la serie di dati mancanti sta andando avanti: il 16 sono mancati nella notte due inquinanti e i n particolare dalle 13 alle 14 non sono state rilevate tutte le sostanze che registra la centralina. Poi il 17 e il 18. Il 19 (anche se i dati in questo caso sono solo provvisori). Il malfunzionamento è strutturale.
E avviene soprattutto la notte, nella fascia oraria dalle 2 alle 3.
Su questi ultimi buchi, Arpat risponde con dati annuali spiegando che «i periodi di funzionamento rientrano ampiamente in quanto stabilito dalla legge». E così anche i valori del benzene non evidenziano criticità.
Ma la risposta dell’Agenzia rimane comunque generica: sulle singole assenze di dati non risponde. Quale è il motivo? Continuano i guasti? O cosa altro? —
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