Il Tirreno

Livorno

Il grande cuore di un ristoratore livornese: 40 pizze alle associazioni di volontariato

Stefano Taglione
La consegna alla Croce rossa italiana
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La consegna alla Croce rossa italiana

Livorno: Giulio Speranza, titolare della “Pizza e torta Ai 4 Mori”, ha collaborato all’iniziativa del direttore di “Zona”, Antonio Ania 

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LIVORNO. La solidarietà dei livornesi non conosce confini. Dopo che in collaborazione con un nutrito gruppo di ristoratori della città ha rifornito, per ben due settimane, di pizze e primi piatti i reparti “Covid” dell’ospedale, il direttore del supermercato “Zona” di Porta a Terra, Antonio Ania, venerdì 18 dicembre si è ripetuto con tre associazioni di volontariato della città: la Svs di via San Giovanni, la Misericordia di via Verdi e la Croce rossa italiana di via Lamarmora.

La pizze – 40 in tutto: 25 per la Pubblica assistenza labronica, dieci per la Misericordia e cinque per la Croce rossa – sono state ritirate dai soccorritori dopo le 19.30, con i volontari che hanno ringraziato più volte il manager della grande distribuzione e il ristoratore Giulio Speranza, il proprietario della “Pizza e torta Ai 4 Mori” di via Enrico Cialdini, che in questo caso si è messo a disposizione di Ania per preparare il cibo e renderlo disponibile agli angeli della sanità.

Il direttore di “Zona”, infatti, come nelle precedenti consegne ha messo a disposizione le materie prime, mentre Speranza ha fatto il resto, cucinando e preparando le pizze per l’asporto. Sono stati i soccorritori a ritirarli in via Enrico Cialdini. «Antonio mi ha coinvolto in questa iniziativa e lo ringrazio – racconta Speranza – Sono io che gli ho chiesto di partecipare dopo aver visto le precedenti sue iniziative, sia la scorsa primavera che qualche settimana fa. Io, in verità, avevo fatto qualcosa di simile già in autonomia, anche perché le associazioni di soccorso spesso mi ordinano da mangiare e io ho sempre aggiunto cibo e bevande in più per ringraziarle del lavoro che costantemente portano avanti a Livorno. In passato ho offerto le pizze alla Croce rossa e alle Misericordie, ma anche al personale del pronto soccorso e della centrale 118. Un gesto normale che ho voluto proseguire con “Zona”, visto che si è ricreata questa possibilità. Fare del bene è giusto, specialmente in questo periodo storico di grande difficoltà per tutti, anche per noi».

«Ho allargato l’invito a Giulio Speranza – sottolinea invece Ania – per dare un segnale di ringraziamento a tutti coloro che fanno volontariato per la nostra città e che in questo momento particolare, nonostante il pericolo contagio, non si sono sottratti un attimo nel dare il loro prezioso contributo».

È la terza iniziativa dall’inizio dell’emergenza coronavirus organizzata da Ania e dal supermercato da lui diretto a Porta a Terra. A primavera, a consegnare decine di pizze ciascuno all’ospedale di viale Vittorio Alfieri, furono le pizzerie “Charleston” di Antonio Cataldo e Amedeo Simeone, “Pizzino” di Ottone Sante e “Un giorno all’improvviso” di Ciro Vitiello. Gli stessi che pochi mesi dopo, qualche settimana fa, hanno deciso di replicare tirando fuori il tipico cuore che batte a Livorno, quello della solidarietà e dell’altruismo incondizionato. A loro si erano aggiunti “La Volpe e l’uva” di Monica Inghilleri e “Porto di mare” di Gianni e Giacomo Cardosi, che hanno consegnato ai reparti “Covid” dell’ospedale – il pronto soccorso coronavirus e i reparti di rianimazione e malattie infettive – primi piatti tipici della tradizione toscana e livornese. —
 

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