Il Tirreno

Livorno

“Tamponi sospesi” anche a Livorno per aiutare i poveri contro il Covid

“Tamponi sospesi” anche a Livorno per aiutare i poveri contro il Covid

L’iniziativa della Fondazione Rosso come Pippo si appoggia alla Caritas in favore degli ultimi

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livorno. C’era una volta il “caffè sospeso” , usanza solidaristica viva a Napoli negli anni del dopoguerra per consentire il piacere di una tazzina al bar anche a chi aveva poco o nulla. Poi è saltato fuori il “pane sospeso” , la “spesa sospesa” . Adesso, nel mezzo della seconda ondata dell’emergenza coronavirus, ecco il “tampone sospeso” : cioè un benefattore che lascia a un ente assistenziale o a una associazione di volontariato la disponibilità di farsi carico del pagamento dei tamponi per accertare il contagio del Covid-19 in persone in situazioni di disagio tali che ben difficilmente avrebbero le risorse per effettuare il tampone per conto proprio.

A promuovere l’iniziativa è la Fondazione Rosso come Pippo, la realtà creata dai familiari per ricordare la figura di Filippo Arpesani, un ragazzo morto nel pieno dei suoi diciott’anni in un terribile incidente stradale nel settembre di due anni fa: la fondazione porta il nome di Pippo ricordando in modo scanzonato la sua chioma rossa ha come finalità principale quella di aiutare i giovani nella loro formazione e nel percorso della vita.

In questo caso, nell’impossibilità di fare le consuete iniziative sociali perché l’emergenza sanitaria ha bloccato tutto, i familiari di Pippo hanno deciso di non restare con le mani in mano: l’energia di Pippo si tramuterà in uno sforzo solidaristico a sostegno della Caritas per dare una mano a tener d’occhio il contagio fra le persone meno fortunate, soprattutto giovani.

È in questo senso che va la scelta comunicata nella giornata di ieri ai vertici della Fondazione Caritas nella persona dell’infaticabile suor Raffaella Spiezio avvalendosi della collaborazione tecnica di Labronica Analisi Cliniche.

«Se rendiamo noto questo gesto – dice l’imprenditore Giorgio Arpesani, padre di Filippo – lo facciamo con una certa riluttanza perché non ci piace l’idea di mettere in vetrina il gesto in sé. Ma avevamo la necessità ovviamente di far sapere ai potenziali fruitori che c’è questa opportunità gratuita per controllare la propria salute in quest’epoca di pandemia. Non solo: potrebbe essere un’idea che anche altre realtà cittadine potrebbero trovare utile e magari aumentare il numero di “tamponi sospesi”».

Anche Livorno dunque si aggiunge alla lista delle prime città in cui si è diffusa questa nuova frontiera della solidarietà: già qualche giorno fa a Napoli l’arcivescovado aveva dato man forte alla galassia delle associazioni di volontariato, a MIlano invece erano state le “brigate” del “Soccorso rosso” e dall’arcipelago della sinistra radicale a farsi promotrici della pratica dei “tamponi sospesi” per aiutare disoccupati, lavoratrici e i lavoratori senza documenti, povericristi senza casa che non hanno quattrini per poter bussare alla sanità privata. —

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