Gioco
Ma sull’area ex Trinseo è il sindaco Salvetti che pecca di immobilismo
L’impasse del Comune e lo sprint della ministra
l’intervento
Nel cuore del porto c’è un’area di 84mila metri quadri che, da oltre un anno e mezzo, l’Autorità portuale vorrebbe dare in concessione affidandola con bando pubblico, con nuove destinazioni d'uso e nuove opportunità di sviluppo. Per farlo ha bisogno di un vincolo d'esproprio da parte del Comune. Per un anno e 4 mesi l’amministrazione Salvetti ha rifiutato di procedere con l’opposizione del vincolo e gli atti urbanistici necessari, perché sulla vicenda era pendente un ricorso al Tar promosso dalla Sintermar della famiglia Neri, attuale proprietaria dell’ area. Il 20 ottobre il tribunale ha respinto il ricorso di Sintermar, ma da allora in Comune nulla si è mosso. Ecco perché ho deciso di presentare un’interpellanza e chiedere conto alla giunta di questo ritardo.
L’area è quella occupata fino a fine agosto 2016 dalla Trinseo, una fabbrica di lattici e gomme la cui proprietà 4 anni fa decise di dismettere, lasciando a casa 50 lavoratori. Il 25 giugno 2019, l’allora commissario dell’Autorità portuale Pietro Verna approva un progetto preliminare per la trasformazione dell’area ex Trinseo in una zona multipurpose a servizio del porto. Un orientamento confermato più recentemente dal rientrato presidente dell’Autorità, Stefano Corsini. Per portare a termine l’operazione, è necessaria l’apposizione di un vincolo d’esproprio da parte del Comune per far rientrare quegli 84mila metri quadri nella competenza demaniale. Prima che da Palazzo Civico si muovesse foglia, tuttavia, la Sintermar a gennaio 2020 acquista l’area per utilizzarla come movimento merci. Comincia la consueta guerra di carte bollate nel cuore del porto che ora, con la pronuncia del Tar, segna un primo punto fermo.
A questo punto è legittimo e doveroso domandarsi perché il sindaco non dia immediatamente mandato per apporre il vincolo di esproprio. Più volte il Pd livornese ha tuonato contro l’immobilismo del porto, imputandolo al presidente Corsini, mentre stavolta preferisce tacere davanti all’impasse del sindaco Salvetti.
A pensar male, si potrebbe ipotizzare un collegamento tra l’impasse del sindaco su questa vicenda e l’improvvisa accelerazione imposta dalla ministra De Micheli alla nomina, con tre mesi d’anticipo, del futuro presidente dell’Authority. Ma noi non vogliamo pensare male. Noi ci limitiamo a fare delle legittime domande.
Stella Sorgente
capogruppo M5s
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