Gioco
L’esasperazione dei cittadini «Avevo davanti più di 400 numeri»
Una giornata complicata per gli impiegati e con tante proteste dei clienti. «Dovevano sapere che ci sarebbe stato un grosso afflusso».
LIVORNO. «Duecento numeri davanti? È andata bene, l’altro giorno ne avevo quattrocento e sono andata via… Oggi devo farcela per forza».
La fotografia del caos di questi giorni alle Poste è quella di una ragazza che arriva in via Cairoli intorno alle 17 di ieri, prende uno degli ultimi ticket disponibili e quasi due ore più tardi riuscirà a rivolgersi allo sportello mentre l’ufficio sta già iniziando a chiudere dopo un mercoledì a dir poco tormentato. Niente da fare invece per altre decine di clienti, invitate a tornare oggi per servizi e pagamenti diversi dall’Imu e dalla Tari, in scadenza proprio ieri.
«Se non ci date più ticket, come facciamo a pagare la tassa dei rifiuti? Lo raccontate voi al Comune?», urla un livornese in fila all’esterno dell’ufficio postale. Non c’è niente da fare e anche gli agenti di una Volante arrivano per spiegare che dentro le Poste centrali c’è troppa gente. Antonio invece è dentro da una quarantina di minuti, ma verso le 17.30 ha ancora un centinaio di persone davanti. «Speriamo di farcela - confida - ma fatemi dire una cosa: le Poste dovrebbero essere più efficienti, più vicine alle esigenze dei cittadini. Oggi è un giorno di scadenzee avrebbero dovuto sapere che ci sarebbe stato un notevole afflusso. Così non va bene, così non ci siamo».
«Io sono qui dalle 16.10, 16.15... Basta», allarga le braccia una signora seduta con le buste della spesa per terra. «Guardi, io dalle 15... Non ne parliamo», interviene un’altra cliente in attesa. Daniele invece sta uscendo dalle Poste: «Due ore per ritirare una raccomandata, non è possibile». E non mancano casi particolari, come quello di una donna sulla cinquantina con un pacco in mano: «Dovevate venirlo a ritirare a casa per la spedizione, invece nessuno si è presentato. Ora lo spedite…». Un’odissea per lei, per Francesca che sta «provando da tre giorni a inviare una raccomandata», per Sonia che ha bisogno di «parlare con un consulente per il libretto». Proteste che vanno avanti da diversi giorni, con il salone delle Poste centrali sempre pieno e con il rischio continuo di assembramenti in un periodo molto delicato come questo. E se questo il film andato in onda ieri pomeriggio in via Cairoli, la stessa situazione si è più o meno ripetuta in tutti gli uffici postali cittadini. Vediamo oggi se cambierà qualcosa. G.T.
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