Il Tirreno

Livorno

Arrestato dopo aver tentato di uccidere un giovane in piazza Garibaldi buttandolo nel fosso

A sinistra il questore Lorenzo Suraci, a destra il vicequestore aggiunto Giuseppe Lodeserto
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A sinistra il questore Lorenzo Suraci, a destra il vicequestore aggiunto Giuseppe Lodeserto

Livorno: il ventinovenne, a fine settembre, prima gli aveva spaccato in testa una bottiglia di vetro. L'aggredito è sopravvissuto e sta bene

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LIVORNO. Un litigio - secondo quanto ricostruito dalla polizia - forse scoppiato per questioni di droga. Seguito da una bottiglia di vetro spaccata in testa e il volo di cinque metri nel fosso davanti a piazza Garibaldi.
 
È stato arrestato per tentato omicidio a Bergamo - dove nel frattempo si era trasferito - un tunisino di 29 anni. Il giovane, nella notte fra il 20 e il 21 settembre scorsi, avrebbe buttato nell’acqua un ventitreenne gambiano, poi per fortuna dimesso dall’ospedale il giorno successivo.
 
I poliziotti della Squadra mobile, diretti dal vicequestore aggiunto Giuseppe Lodeserto, sono arrivati a lui grazie alle immagini delle telecamere e alla testimonianza del ragazzo, un richiedente asilo, identificato grazie ai documenti che aveva nel suo zaino.
 
Fondamentali anche gli accertamenti effettuati tramite Facebook, dove l’aggressore era iscritto, “cambiando comunque più volte account”, ha spiegato Lodeserto. È grazie al social network che gli investigatori hanno scoperto che abitava a Bergamo, dalla cui questura aveva anche ricevuto un decreto di espulsione nel giugno del 2020, prima di quanto accaduto a Livorno visto che anche in passato il tunisino ha vissuto in Lombardia.

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