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Fuochi d'artificio irregolari invece di candele: al porto di Livorno scoperta maxi fronde dalla Cina
Si tratta di 100 mila inneschi. Le indagini, coordinate dalla procura, si sono focalizzate su una società che opera nel settore con perquisizioni eseguite dai funzionari doganali
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LIVORNO. I funzionari dell'Agenzia Dogane e Monopoli di Livorno hanno scoperto una grande frode su alcune spedizioni dalla Cina di inneschi di fuochi pirotecnici. La partita di merce era stata dichiarata come candele per accensione di motori a scoppio. Le indagini, coordinate dalla procura, si sono focalizzate su una società che opera nel settore con perquisizioni eseguite dai funzionari doganali di Toscana e Liguria, anche con il supporto dell'Ufficio antifrode di Genova.
È stato scoperto che conla presentazione di documentazione non veritiera, sono stati elusi i controlli doganali per altre 11 spedizioni similari nel corso degli ultimi tre anni. In particolare i carichi di merce non erano costituiti da quanto dichiarato - fili di rame o candele per accensione di motori a scoppio- ma da inneschi elettrici, dotati di minima carica esplosiva, per fuochi di artificio, utilizzati in ambito professionale e destinati a una società che opera nello specifico settore. Ciascuna spedizione era costituita da circa 100.000 inneschi.
La pericolosità della frode è da individuare sia nel danno al bilancio dell'Ue per i maggiori diritti doganali evasi, oltre 15.000 euro, dovuti sulla merce dichiarata correttamente, sia dal correlato maggior rischio potenziale legato alla particolare natura del prodotto, non potendo essere state adottate durante il trasporto marittimo le precauzioni previste per gli inneschi appartenenti alla classe di pericolosit 1.4.S UN0454 del Imdg Code (International Maritime Dangerous Goods Code), redatto dall'Imo (International Maritime Organization). Le indagini si sono concluse con la denuncia di contrabbando aggravato e di falso. La società importatrice, alla contestazione delle violazioni, ha provveduto a versare immediatamente i maggiori diritti dovuti.
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