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Livorno

l’intervista 

L’influenza dei bimbi nell’anno del Covid «Contro la febbre ok gli antipiretici»

L’influenza dei bimbi nell’anno del Covid «Contro la febbre ok gli antipiretici»

Roberto Danieli, primario di Pediatria: «Non ci sono controindicazioni al paracetamolo anche se contagiati»

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Gian Ugo Berti LIVORNO

L’influenza stagionale è alle porte e come sempre interesserà in grande parte la fascia di popolazione in età pediatrica. Le mamme chiedono chiarezza su quali medicine sia opportuno impiegare davanti al sintomo più frequente, la febbre. Anche perché sono emerse recentemente notizie sul rapporto fra alcuni di questi farmaci e la possibile insorgenza dell’infezione da Coronavirus.

Ne abbiamo parlato con Roberto Danieli, direttore dell’Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia agli Spedali Riuniti di Livorno.

Dottore, in caso di febbre in questo periodo di Covid, i farmaci antifebbrili ed antinfiammatori sono i più indicati, in particolare paracetamolo ed ibuprofene?

«La febbre è spesso il segnale più frequente del Covid 19 soprattutto tra i bambini più piccoli mentre gli adolescenti hanno sintomi più simili agli adulti, come mal di testa e alterazioni del gusto e dell’olfatto. Paracetamolo e ibuprofene sono gli unici antipiretici raccomandati nei bambini. In base alle linee guida della Società Italiana di Pediatria, non è consigliata l'associazione dei due farmaci nel bambino febbrile, né il loro utilizzo in maniera alternata».

Quando dunque vanno somministrati?

«Gli antipiretici devono essere somministrati con lo scopo di ridurre lo stato di malessere generale che si può associare alla febbre. Non esiste un valore della febbre che indichi con certezza la necessità di iniziare la terapia; ci si deve basare sulle condizioni cliniche del bambino. La somministrazione per via orale è preferibile; la via rettale è da considerare in presenza di vomito».

Quando non vanno usati?

«Gli antipiretici non devono essere consigliati per prevenire l'insorgenza della febbre o le reazioni locali in bambini sottoposti a vaccinazione e di norma non risultano utili nel prevenire le convulsioni febbrili».

Sono reali le perplessità sull’impiego di antifebbrili nel possibile sviluppo dell’infezione da Covid?

«L'Agenzia Europea del farmaco, in merito a notizie diffuse soprattutto sui social media (rivelatesi fake news) secondo cui gli antinfiammatori non steroidei, i cosiddetti Fans come ad esempio l'ibuprofene, potrebbero aggravare la malattia da Covid, ha pubblicato una comunicazione in cui specifica che attualmente non vi sono prove scientifiche che stabiliscono una correlazione tra l’ibuprofene e il peggioramento del decorso della malattia da Covid. Questa posizione è stata condivisa anche dall'Agenzia Italiana del farmaco».

Sono diversi i loro scopi curativi?

«L'effetto antipiretico è pressoché sovrapponibile. Il paracetamolo ha un migliore effetto antidolorifico perché agisce a livello centrale. L'ibuprofene agisce invece sul dolore periferico (cefalea, mal di denti, colica renale, fratture). Da ultimo, l'ibuprofene possiede una spiccata attività antinfiammatoria, che non è invece propria del paracetamolo».

Ci sono controindicazioni con altre malattie infettive come la varicella oppure la presenza di una diarrea? E con la presenza del Covid la terapia è la stessa?

«La sicurezza dei farmaci è elevata a patto che il loro utilizzo rispetti in maniera precisa le indicazioni del medico, in questo caso il pediatra. Il paracetamolo, a differenza dell’ibuprofene, può essere utilizzato nei bambini al di sotto dei tre mesi di vita così come nei casi di disidratazione. Inoltre l’ibuprofene è sconsigliato nei bambini con varicella o con malattia di Kawasaki. L’ibuprofene e il paracetamolo non sono controindicati nei bambini febbrili con asma ad eccezione dei casi accertati di asma indotta da paracetamolo o da antinfiammatori non steroidi. Questi farmaci possono essere utilizzati per il controllo della febbre associata a qualsiasi malattia infettiva, Covid 19 compreso».

Qual è la principale scelta di prevenzione per i bambini durante il Covid?

«Il rispetto delle regole è un aspetto che va assolutamente sottolineato e richiede impegno da parte di tutti, anche da parte dei piccoli. Bisogna chiaramente dire che se i bambini vengono educati a comportarsi in un certo modo, sono in grado di rispettare le regole meglio degli adulti. Il distanziamento fisico, l’uso della mascherina, nelle condizioni che lo richiedono, e il frequente lavaggio delle mani restano dei cardini fondamentali».

E la vaccinazione anti-influenzale?

«È fondamentale, soprattutto nelle categorie a rischio, così come ed il rispetto del calendario relativo a tutte le altre vaccinazioni».

Crede ad una terza ondata della pandemia?

«Dipenderà da noi. Si può dire che abbiamo superato una fase acuta e si iniziano a intravedere i primi segni di miglioramento grazie alle misure introdotte; tuttavia, il quadro generale rimane grave. La difficoltà a mantenere elevato il livello di tracciamento, l’imminente passaggio “al giallo” dell'intero Paese, il legittimo entusiasmo per il vaccino, l'impatto dell’influenza stagionale sono tutti elementi che possono innescare, se non adeguatamente governati, una terza ondata». —

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