Il Tirreno

Livorno

Il deputato Pd Andrea Romano con Volpi: «Sbagliato escluderlo dalla nazionale per i 48 chili di orate»

Stefano Taglione
A sinistra Marco Volpi, a destra il deputato Pd Andrea Romano
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A sinistra Marco Volpi, a destra il deputato Pd Andrea Romano

Livorno: il provvedimento, comunque non deciso, secondo lui sarebbe esagerato. «Un campione che ha ammesso subito l’errore e si è scusato»

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LIVORNO. «Stiamo parlando di 19 pesci presi in due con la canna da pesca, di un pluricampione del mondo che ha sempre dato lustro a questa straordinaria disciplina e a Livorno, di un protagonista assoluto che continua a ispirare tanti pescatori sportivi (e tanti giovani) che dedicano il proprio tempo libero a questa attività. Nel rispetto delle istituzioni della giustizia sportiva, che faranno il loro corso, non si può che auspicare con forza che il mondo della pesca sportiva e agonistica italiana e internazionale non debba privarsi dell’impegno e delle qualità straordinarie di Volpi. Sarebbe una perdita grave e ingiustificabile».

Il deputato livornese del Partito democratico, Andrea Romano, scende in campo al fianco di Marco Volpi, il 33 volte campione del mondo di pesca sportiva che poco più di due settimane fa, durante una battuta in barca insieme al figlio alle secche di Vada, è stato fermato al rientro in porto dalla guardia costiera con 48 chili di orate, quando il limite giornaliero è di cinque a persona. Quindi eccedendo di 38. Per questo i militari della capitaneria lo hanno sanzionato per quattromila euro, il doppio dell’importo considerando l’identica multa fatta al figlio, a bordo con lui.

Ma ora – oltre al verbale, che lui ha annunciato di voler pagare, scusandosi per quanto accaduto sia al Tirreno che sulla sua pagina Facebook – stando a quanto raccontato sempre al Tirreno dal presidente della Fipsas la Federazione italiana pesca sportiva attività subacquee e nuoto pinnato ndr), il samminiatese Ugo Claudio Matteoli, rischierebbe perfino l’esclusione, «in via prudenziale», dalla nazionale italiana. Una decisione che comunque dovrà prendere il consiglio federale, non ancora riunitosi. «Non c’è dubbio che Volpi abbia sbagliato, come da lui stesso è stato immediatamente riconosciuto – spiega Romano – Un errore in buona fede, probabilmente dettato dall’entusiasmo di un campione straordinario. E tuttavia un errore, per il quale è giusto che Volpi paghi l’eventuale sanzione amministrativa che sarà comminata dall’autorità. Il rispetto del limite massimo di pescato è un aspetto fondamentale nella disciplina della pesca ricreativa: non è un caso che nella nostra proposta di legge, a prima firma dell’onorevole Susanna Cenni, si confermi il limite dei cinque chili al giorno a pescatore precisando l’esclusione dell’organismo con il peso maggiore dal computo complessivo (attualmente non prevista in modo esplicito). Ma è fondamentale conservare il senso della misura su questa vicenda: stiamo parlando di 19 pesci presi in due con la canna da pesca». —
 

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