Gioco
Si picchiano in fila dal benzinaio tre feriti, fra loro una sedicenne
Un anziano e una donna avrebbero iniziato la lite per spostare un’auto in coda Poi la figlia di lei ha sputato sul viso dell’uomo ed è scoppiata la violenza
livorno
«Scusa, sposta l’auto perché non riesco a infilare la pompa nel serbatoio del mio furgone». Dopo queste parole – vocabolo più, vocabolo meno – sarebbe scoppiata una tremenda rissa in fila a un distributore di benzina, conclusa con l’arrivo di due volanti della polizia, tre ambulanze e altrettante persone accompagnate al pronto soccorso con ferite in varie parti del corpo. E probabilmente tre querele, che comunque devono ancora essere presentate.
Un settantatreenne e mamma e figlia rispettivamente di 47 e 16 anni – tutti livornesi – si sono picchiati di santa ragione, attorno alle 11 di ieri mattina, mentre erano in coda per fare il pieno al “fai da te” del distributore di carburanti Tamoil di viale Petrarca, quello dell’imprenditore Emiliano Cappagli, che è arrivato al lavoro nel momento clou dell’aggressione, avvertendo le forze dell’ordine, prontamente intervenute dal vicino viale Boccaccio.
Le ricostruzioni dell’accaduto – raccolte dal Tirreno – sono quelle di alcuni testimoni, visto che la dinamica di quanto accaduto resta al vaglio della questura. Tutto sarebbe scaturito dalla richiesta di spostare un’auto in coda, avanzata dal settantatreenne, che non riusciva a inserire il tubo della benzina nel serbatoio, perché lo sportello era dalla parte opposta. Lo ha chiesto alla donna. A questo punto, è la ricostruzione dei presenti, la signora (al volante della macchina in questione) anziché mettere in moto e fargli questa cortesia per dargli più spazio, sarebbe scesa e si sarebbe messa a discutere. I toni, non certo amichevoli, si sono scaldati in un attimo. Voci alte, offese a più non posso. Poi sarebbe sopraggiunta la figlia della signora, 16 anni, scesa anche lei dall’auto e che, dopo aver mostrato il dito medio al settantatreenne, gli avrebbe perfino sputato in faccia in un impeto di rabbia, prendendo le difese della madre. La scena – come appreso anche da fonti investigative – sarebbe stata nitidamente ripresa dalle immagini delle telecamere dell’impianto di benzina, subito scaricate dal titolare e consegnate agli investigatori con una chiavetta usb.
È così che dagli insulti è scoppiata la rissa. Con la ragazza che è stata aggredita e perdeva sangue fra un occhio e uno zigomo e l’uomo, che invece lamentava forti dolori al fondoschiena forse a causa di un calcio subìto, ferito lievemente al volto. Mentre la mamma della sedicenne, anch’ella parte attiva nella rissa, si teneva vistosamente un braccio. Tutti e tre sono stati accompagnati in ospedale dalle tre ambulanze intervenute sul posto e avvertite, attraverso il 118, dagli automobilisti che si trovavano lì: la prima, della Misericordia di Montenero, aveva a bordo un infermiere e ha soccorso la ragazza. Le altre – della Svs di via San Giovanni – hanno accompagnato in ospedale la madre e il settantatreenne, che nel frattempo aveva spostato il furgone, parcheggiandolo da un’altra parte.
Nessuno dei tre coinvolti nell’aggressione è in gravi condizioni, datoche sono stati tutti soccorsi in codice giallo, il secondo livell opiù alto dell’emergenza sanitaria. Al settantatreenne, che aveva un taglio sulla faccia forse causato da un graffio provocato dalle unghie, è stato anche fatto indossare un collare perché aveva dei forti dolori al collo, dove probabilmente è stato colpito con un pugno o una manata. A sua volta, nel parapiglia, quest’ultimo avrebbe colpito la ragazza fra un occhio e uno zigomo, ma in base alle sue testimonianze lo avrebbe fatto solo per difendersi, almeno questo è quanto avrebbe dichiarato agli agenti, durante l’incontrollato parapiglia dove a dominare è stata la rabbia e la poca lucidità di tutti.
Fondamentali saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza della pompa di benzina di Cappagli, già in mano ai poliziotti. La scena sarebbe stata ripresa nitidamente, mentre per il prosieguo delle indagini ci vorranno le querele di almeno uno dei contendenti. —
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