Gioco
Ecco i “luoghi del cuore” Le ex terme del Corallo ora sono sotto i riflettori
Come cambiano negli anni gli spazi-simbolo della città: (quasi) nessun’altra città ne ha un numero così alto Ecco cosa c’è dietro
livorno
Anche quest’anno le ex terme liberty del Corallo sono in testa, per quanto riguarda il territorio di Livorno città, alla classifica dei “luoghi del cuore”, l’iniziativa del Fondo Ambiente Italiano che invita a votare il monumento, il tesoro ambientale, lo scrigno paesaggistico al quale siamo più affezionati. A poco più di una settimana dal traguardo, ieri nel primo pomeriggio risultava aver raccolto 3.833 voti che gli valevano il 68° posto a livello nazionale. Nella graduatoria precedente (edizione 2018) aveva totalizzato 936 preferenze concludendo in 273° posizione e nel 2016 in 79° con 4.077 voti. Ma era stato nel 2014 l’exploit che aveva riportato sotto i riflettori lo stabilimento termale delle Acque della Salute a due passi dalla stazione ferroviaria: più di 30mila schede e settimo posto in campo nazionale. Dopo i lunghi anni di battaglie della “pasionaria” Silvia Menicagli in solitudine, era stata l’alleanza con i volontari di Reset di Pino Pera e Emilio Rossini a far decollare la straordinaria mobilitazione che in una notte di maggio aveva portato un mare di migliaia di livornesi a riconquistare quello spazio smarrito perfino pedonalizzando il cavalcaferrovia: un miracolo ripetuto con la magnifica videoproiezione di Immersiva dedicata a Amedeo Modigliani.
Per capirci: fino a quel fiume di 30mila voti nel 2014 le terme del Corallo erano sotto gli occhi di chiunque percorresse il cavalcaferrovia eppure lontano dal cuore: praticamente a zero i voti nelle precedenti edizioni del “referendum” dedicato ai “luoghi del cuore”.
Del resto, non è un segreto che i decisori politico-istituzionali possano esser spinti a destinare fondi e energie a questo o quel progetto soprattutto se vedono che attorno ad esso si coagula consenso e opinione pubblica. Non è forse vero che proprio per questo negli ultimi anni qualcosina si è mosso per le ex terme?
Ma la storia del voto per i “luoghi del cuore” ci insegna anche a fissare lo sguardo su altri due aspetti. Come le due facce di una stessa medaglia. E la “medaglia” in questo caso è il fatto che nessuna città toscana tranne ovviamente Firenze “capitale” del Granducato ha un ventaglio di “luoghi del cuore” così ampio: 103 monumenti, spazi pubblici, edifici, chiese sono stati scelti dai votanti a Livorno città (invece risultano meno di ottanta in famose città d’arte come Pisa o Lucca, sono 94 a Siena, 44 a Arezzo e 57 a Grosseto e via enumerando).
La musica non cambia se guardiamo invece alle 24 città medie (fra 100 e 200mila abitanti), della fascia alla quale appartiene Livorno: solo Ravenna e Brescia sventagliano le preferenze fra più “luoghi del cuore” di noi.
Delle due l’una: o siamo talmente disperati che ci affezioniamo anche alle rotatorie o alle gabbie del gatto oppure, al contrario, non è vero che nel nostro paesaggio non c’è nulla di valore. Il valore lo ha per noi, in termini affettivi se non addirittura identitari.
Se questo è il lato positivo della “medaglia”, il rovescio è presto detto: è un “cuore” sbriciolato in cento pezzetti, anzi 103 per l’esattezza. Ma ciascun per sé: solo un “luogo del cuore” su dieci totalizza almeno 50 preferenze.
È vero che la Torre di Pisa finisce poco al di sopra del millesimo posto in classifica e il duomo di Firenze vicino al 400°, dunque c'è qualcosa di strano in questo genere di referendum che tende a premiare, ad esempio, il bisogno di rimediare a situazioni di degrado o la voglia di salvare una testimonianza storica, ma è ben strano che la Fortezza Vecchia e la Fortezza Nuova totalizzino 4 voti ciascuna e la Terrazza Mascagni già se la cava benino con 14.
Ecco che più di metà dei luoghi cult a Livorno non portano a casa che quattro preferenze. Segno che ciascuno vuole il proprio “luoghino” del cuore e pazienza se non serve a niente. Già, perché tutto questo mette in palio aiuti per i restauri: solo che per giocare davvero la partita quest’anno bisogna avere più di 45mila voti. Livorno invece preferisce frantumare le proprie energie in mille rivoli differenti. Solo nell’iniziativa del Fai? —
M.Z.
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