Il Tirreno

Livorno

«La madre ora è disperata ha saputo dell’inchiesta dal tg»

; l. r.d.

La legale racconta che non ha mai avuto risposta nei giorni scorsi  dal servizio sociale e che l’assistente responsabile si è trasferito 

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montignoso

«Da quando la madre ha scoperto la notizia dell’inchiesta su Serinper è disperata. Non so come contenere la disperazione di questa donna dopo che appreso delle tragedie dalla cronaca giudiziaria». Elena Parietti, avvocata della donna che non riesce a vedere il figlio ospite di Numeri Primi a Montignoso, chiede delle risposte. Ed è per questo che si è attivata ieri con una querela.

«Per tutta la giornata di ieri e l’altro ieri ho tentato di mettermi in contatto con il servizio sociale territorialmente competente senza ricevere nessuna risposta telefonica. Solo dopo tantissime telefonate si è venuto a sapere che l’assistente sociale incaricato del caso dal primo dicembre aveva lasciato il luogo di lavoro. Ora non si sa chi sia. Nessuno si è degnato di parlare con la madre finora», denuncia l’avvocata Parietti.

«Noi vorremmo conoscere le condizioni di questi ragazzini, vorremmo poter tranquillizzare questi genitori», continua Parietti. L’inchiesta “Accoglienza”, divulgata dalla procura in concomitanza con l’arresto ai domiciliari di tre dirigenti di Serinper e di altre cinque persone, ha ovviamente allarmato la coppia di genitori del ragazzino che da settembre è stato trasferito a Nummeri Primi.

«La sensazione che qualcosa non andasse è precedente alla notizia dell’inchiesta. Già da mesi la madre mi racconta che qualcosa non funziona, è preoccupata. L’ingresso di suo figlio nella struttura di Montignoso ha molto cambiato il modo in cui lei riesce a contattarlo. In negativo. E questo è successo senza nessuna spiegazione o per qualche motivo».

La legale racconta anche di un episodio: «il padre ha raccontato alla mia assistita che durante il colloquio in videochiamata avuto con il figlio sabato 5 dicembre 2020, questo risultava avere delle lesioni visibili alle sopracciglia che risultavano essere completamente rasate. E a differenza della struttura dove il figliolo stava prima, a Quercianella, nonostante ne avesse fatto richiesta, non è riuscito a poter vedere la stanza dove pernotta il figlio, in quanto gli era impedito dagli stessi operatori». —

l. r.d.

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