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Ucciso dal Covid Stefano Rastrelli fu ambasciatore d’Italia in Bulgaria
Nato a Livorno nel 1934 è stato diplomatico da Mosca a Stoccolma il primo incarico a soli 29 anni come addetto commerciale a Bagdad
LIVORNO
È morto a Roma, lo scorso 8 dicembre, l'ambasciatore Stefano Rastrelli, nipote del grande giurista Dionisio Anzilotti. Aveva 86 anni ed è stato stroncato dal Covid.
Livornese di nascita ha passato la vita in giro per il mondo grazie alla sua carriera di diplomatico, sulle orme dello zio Enrico Anzilotti.
Il primo incarico a Baghdad, in Iraq; l'ultimo in Mozambico.
Un'intera esistenza costellata di importanti ruoli in ambito internazionale, anche a Mosca e Stoccolma.
Rastrelli era nato a Livorno il 10 aprile del 1934, si è laureato in giurisprudenza nel 1960 ed è entrato in carriera diplomatica nel 1963. Tra gli incarichi: dal 1965 al 1972 è stato addetto commerciale a Bagdad e primo segretario commerciale a Berna.
Dal 1974 è stato nominato consigliere a Mosca e, dal 1979, consigliere a Stoccolma, dove è stato confermato nel 1980 con funzioni di primo consigliere.
Nel 1984, rientrato a Roma, ha presta servizio presso la Direzione generale degli affari economici in qualità di capo dell'Ufficio per i paesi dell'America Latina. Nel 1986 è stato nominato inviato straordinario e ministro plenipotenziario di seconda classe.
La prima nomina ad ambasciatore è arrivata nel 1988, quando è diventato ambasciatore d'Italia a Lagos, accreditato con credenziali di ambasciatore anche a Porto Novo (Benin).
Nel 1994 è diventato quindi ambasciatore d'Italia a Sofia negli anni difficili successivi alla caduta del muro di Berlino e alla fine dell’Unione Sovietica.
Rimase in Bulgaria fino all'ottobre 1996.
Rientrò al Ministero come responsabile dell'Unità per le autorizzazioni dei materiali d'armamento presso la Direzione generale per gli affari economici.
Nel maggio 1999 fu nominato ambasciatore a Maputo, accreditato anche a Mbabane nello Swaziland. Era in pensione dal maggio 2001.
I funerali si svolgeranno martedì 15 dicembre a Roma, in forma privata.
Le ceneri saranno poi portate in Toscana, in Valdinievole. —
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