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«Tradito lo spirito originario», l'ex assessore livornese Morini lascia il Movimento 5 Stelle
L'addio con un lungo posto su Facebook: "Perso, credo definitivamente, quella carica antisistema di spinta al cambiamento che caratterizzava il sogno di Gianroberto e Beppe"
LIVORNO. «Come nelle storie d'amore, quasi inevitabilmente, si finisce per mettere in secondo piano quanto di bello e importante c'è stato. Proverò a non farlo perché non voglio gettare via il bimbo con l'acqua sporca, anzi vorrei proprio il contrario». Con un lungo posto su Facebook Andrea Morini dice addio al Movimento 5 Stelle. Lui che è stato assessore allo sport e militante da 10 anni. E lo fa precisando che la sua “crisi” non ha “niente ha a che vedere col gruppo di Livorno, ne con tante realtà che ho conosciuto in Toscana e non solo”.
«Il Movimento per il quale mi ero speso anima e corpo sin dal 2010 - dice Morini - non esiste ormai più, oggi è tutt'altra cosa: con l'approdo al Governo, prima con la Lega e con il PD poi, ha assunto sempre più una dinamica verticistica e autoreferenziale perdendo totalmente la gestione della democrazia interna. Il M5S ha perso, credo definitivamente, quella carica antisistema di spinta al cambiamento che caratterizzava il sogno di Gianroberto e Beppe al quale in molti ci siamo uniti. E il momento nel quale ho avvertito che dentro di me si era definitivamente spezzato quel filo sottile, che mi continuava a legare al progetto, è qualcosa che probabilmente sarà sfuggito ai più: il voto del Parlamento Europeo sulla Politica Agricola Comune. Questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Grenpeace, Legambiente, Friday for Future, Extinction Rebellion, i produttori agricoli “green” e tutti coloro che, alla luce dell'annunciato “Green New Deal” della Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, confidavano, per il 2021/2027,in un deciso cambio di passo delle politiche agricole, in nome della lotta ai cambiamenti climatici, si sentono ora presi in giro».
«Quelli che adesso rappresentano il M5S in Europa sono coloro che hanno votato assieme alle principali famiglie europee: il PPE (Forza Italia), S&D (PD e con zero eletti Azione, Sinistra Italiana, Articolo Uno, Possibile), Renew Europe (Macron e in teoria Italia Viva), quel blocco che il Blog delle Stelle nel 2019 definiva il “patto del Nazareno Europeo”.Morini critica il partito che ha preso le distanze da Nicola Morra, che ha “abbandonato Antonella Laricchia al suo destino”. Una nota a parte la riserva a Filippo Nogarin, definito amico fraterno che “era prima considerato una vera e propria icona per i parlamentari M5S, allora forza di opposizione intransigente, su come fosse possibile essere “di lotta e di governo”, per diventare poi un fastidioso ostacolo nel dialogo per la difficile convivenza con la Lega nel primo governo Conte.” «Il non fare più parte del M5S non implica però che non continuerò a sostenere tutte e tutti coloro che stimo, a partire da Stella, Luca, Lucia, Silvia e Irene. E in Regione e quei parlamentari che continuano a battersi per ciò che era e resta giusto».
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