Gioco
Svolta nelle indagini: «Picchiava la sua ex» La polizia arresta il fidanzato, è in carcere
Il quarantenne accusato di maltrattamenti e lesioni era fuggito a Foggia con la convivente, indagata per favoreggiamento
livorno
A fine ottobre, dopo essere stata picchiata a sangue e ricoverata in ospedale, era sparita nel nulla. Nessuno, neanche il fratello che si era rivolto a “Chi l’ha visto?”, aveva più sue notizie. Ma c’era una ragione. Ed era legata alla sua sicurezza, l’aspetto più importante per gli inquirenti e la procura. Perché lei andava protetta ad ogni costo. Dal suo ex fidanzato e dalla donna che conviveva con lui, fra l’altro nella stessa casa in cui si sarebbero consumate le presunte violenze. È per questo motivo che Il Tirreno la tutela e non la rende identificabile, omettendo di pubblicare anche il nome dell’ex fidanzato.
Svolta nelle indagini della polizia di Stato, che due giorni fa ha arrestato un quarantenne livornese accusato dei reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi e lesioni aggravate e continuate, da giugno ad ottobre 2020 stando agli elementi raccolti dagli inquirenti. L’uomo – che davanti alle telecamere di “Chi l’ha visto?” aveva sempre negato tutto, seppur lo stesso programma avesse fin da subito messo in dubbio la sua versione dei fatti, molto spesso discordante – era ricercato da giorni e la Squadra mobile labronica, diretta dal vicequestore aggiunto Giuseppe Lodeserto, lo teneva sotto controllo e sapeva benissimo che ultimamente si era rifugiato a Ischitella, nel Foggiano, dov’è stato raggiunto dai colleghi pugliesi e accompagnato nel carcere di Melfi, in Basilicata, dopo l’ordinanza di custodia cautelare firmata nei giorni scorsi dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Livorno.
Il quarantenne si trovava insieme ad alcune persone che conosceva da tempo e che – stando a quanto raccolto – lo stavano ospitando. Con lui c’era l’ex convivente, una piombinese di 49 anni, indagata per favoreggiamento personale. Per lei, il giudice per le indagini preliminari, ha disposto l’obbligo di dimora nel comune labronico, dove da tempo vive. «Quest’ultima – spiega la questura – è ritenuta gravemente indiziata di averlo aiutato a eludere le indagini, rilasciando, anche pubblicamente, dichiarazioni nel corso delle quali affermava di poter escludere con certezza la responsabilità del convivente per le ferite riportate dalla vittima».
L’ultima aggressione, purtroppo non l’unica secondo la procura, sarebbe avvenuta a fine ottobre, con la donna (36 anni e originaria del Pisano) che era stata ricoverata in ospedale e dimessa con 25 giorni di prognosi, per poi essere trasferita in una struttura protetta, dov’è tutt’ora. «L’uomo – scrive la polizia – è gravemente indiziato di aver sottoposto la trentaseienne a maltrattamenti e lesioni aggravate e continuate, da giugno ad ottobre 2020 (il periodo della relazione ndr), allorquando a seguito dell’ennesima aggressione la giovane aveva riportato lesioni con prognosi di 25 giorni ed era stata “messa in protezione”. Nonostante la vittima, per paura, avesse dichiarato di aver subito un’aggressione da parte di sconosciuti, la procura aveva intuito potesse esserci una realtà diversa ed aveva incaricato la polizia di andare a fondo alla vicenda». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
