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Livorno

La metamorfosi del saturimetro lo vuole anche chi non ha bisogno

L.A.
La metamorfosi del saturimetro lo vuole anche chi non ha bisogno

Per decenni nessuno ha comprato questo apparecchio: «Ora serve per placare la paura» 

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il fenomeno

C’è chi ne ha bisogno e lo ha preso col consiglio del medico ma c’è anche chi lo compra perché è preso dal panico di ammalarsi di Covid. Queste sono le due categorie di acquirenti del saturimetro, un apparecchio in questo momento molto ricercato nelle farmacie. E che per fortuna ora, a differenza della prima ondata della pandemia, non è introvabile. Saturimetro o pulsiossimetro o ossimetro, di che cosa si tratta? La parola indica uno strumento abbastanza sconosciuto fino alla primavera scorsa che consente di misurare e monitorare il grado di saturazione di ossigeno nel sangue e permette di stabilire il grado di funzionalità respiratoria della persona.

«Ce lo chiedono tutti i giorni – spiega la dottoressa Emma Acquaviva della farmacia omonima – e pensare che in trenta anni di attività non ne ho venduto neppure uno».

Questo perché, come spiega anche il direttore della farmacia comunale di Salviano Emiliano Chistoni, «lo consigliano anche i medici nel caso ci sia un paziente positivo o sospetto positivo».

Ma ci sono molte persone che lo cercano e lo acquistano anche se non sono positive e non hanno avuto neppure contatti con contagiati. Chi, in sostanza, sta bene ma ha paura di ammalarsi, di non respirare bene e tenta di placare così i suoi disagi. «È un prodotto gettonatissimo», spiegano ancora i farmacisti, «anche tra gli anziani e le persone che vivono da sole». Che tra l’altro, proprio perché è un apparecchio che deve fare una misurazione importante, non costa pochissimo, tra le 30 e le 40 euro. Ma durante la prima ondata di virus, quando non si trovava, il prezzo era anche più alto. Come le mascherine del resto perché purtroppo il prezzo viene fatto dalla richiesta.

Dal punto di vista medico, come spiega il dottor Massimo Angeletti, coordinatore di uno dei raggruppamenti dei medici di famiglia a Livorno «il saturimetro non è l’elemento cardine per fare la diagnosi, è uno degli elementi perché bisogna fare la valutazione dalla sommatoria dei parametri».

In altre parole è «utile ma l’uso del saturimetro non va enfatizzato». «Anche perché si deve considerare anche la variabilità di risposta dei dati - aggiunge - rispetto all’età del paziente, se è o meno fumatore e valutare se è anche soggetto ad altre patologie».

Inoltre la misurazione va fatta «con il paziente tranquillo, seduto e con un apparecchio di buona qualità». Infatti, va avanti ancora, «molti colleghi hanno persone che riferiscono livelli di saturazione molto bassi (e quindi che non vanno bene ndr) che poi non corrispondono a quelli effettivi». Ma quanto deve essere l’indice di saturazione per stare tranquilli? Angeletti risponde : «Meglio non dare i numeri, devono essere valutati sempre dal medico». —

L.A.



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