Il Tirreno

Livorno

«L’asilo nel bosco? È bellissimo Un posto magico, ora ci tornerà»

S.T.

I genitori del piccolo ringraziano le educatrici del progetto Canalescuola «Il martedì, quando la caccia è chiusa, fanno queste passeggiate» 

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il progetto

«Un posto magico». È così che la mamma del bambino di quattro anni rimasto ferito nel bosco dopo essere caduto e aver sbattuto la testa contro un sasso descrive il progetto di “Canalescuola”, l’agenzia formativa convenzionata con il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca che a Livorno, in via della Valle Benedetta, ha un campo base sopra la chiesa che funziona, di fatto, «come una scuola dell’infanzia».

«Io mio figlio lo mando lì tutti i giorni, dal lunedì al venerdì – racconta la mamma – e devo dire che è un luogo fantastico, magico. Lui è contentissimo e fa ogni giorno esperienze veramente belle. Sono molto soddisfatta e fra qualche giorno tornerà a frequentarlo. Due giorni a settimana, il martedì ad esempio, quando è chiusa la caccia le educatrici si allontanano un po’ dal campo base per fare queste escursioni nei boschi. È quello che stava facendo anche ieri (due giorni fa per chi legge ndr). Una passeggiata fra la vegetazione, all’aperto e in mezzo alla natura, non certo in luoghi pericolosi o dove ci sono i dirupi, come ho letto da qualche parte. No, non è così: mio figlio si trovava in un posto sicuro e si è fatto male semplicemente giocando».

Appena si è fatto male, per precauzione, sono state le stesse educatrici a richiedere l’intervento dell’ambulanza. «Avevano visto che perdeva un po’ di sangue dalla testa, hanno fatto benissimo a chiamare il 118 – prosegue la madre – ed è normale che per precauzione loro abbiano deciso di allertare il Pegaso, perché è sempre meglio un eccesso di zelo che sottovalutare le cose. Credo che abbiano fatto la scelta giusta».

La giovane mamma, quindi, oltre a ringraziare tutti i livornesi per la grande vicinanza dimostrata, ha un pensiero per le educatrici della cooperativa “Canalescuola”, presente in diverse province d’Italia e a Livorno in via della Valle Benedetta. «Sono state molto brave, sono persone preparate, con un curriculum lungo dieci pagine – prosegue – quindi io sono sicura al cento per cento quando lascio mio figlio nelle loro mani. Questo progetto nasce da esperienze all’estero, soprattutto nel Nord Europa, e in Italia è molto in voga sempre nelle regioni settentrionali. Qui a Livorno i maestri e le maestri sono molto preparati, veramente esperti, quindi non c’è alcun pericolo. Purtroppo queste cose possono capitare, a mia figlia (la sorella del bimbo ferito martedì scorso ndr) è successo addirittura in casa, quindi...».

Il progetto “Canalescuola”, come spiegato dalla mamma del bimbo, segue ogni giorno cinque piccoli dai tre ai cinque anni: «Ora so che stanno tranquillizzando gli altri bimbi – conclude la madre – perché chiaramente sono rimasti un po’ turbati anche loro dall’accaduto». —



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