Gioco
Il rompicapo di Moby Dai fondi il siluro, dai fondi il salvagente
Le indiscrezioni di un team di analisti newyorkesi: riecco in ballo anche Clessidra, vecchia conoscenza delle banchine labroniche
livorno
Un gruppo di fondi di investimento ha cercato di infilzare la compagnia armatoriale della famiglia Onorato (con il padre Vincenzo che ha lasciato il timone al figlio Achille in tandem con l’altro figlio Alessandro), un altro pool di fondi potrebbe vestire i panni del “cavaliere bianco” che salva tutto il gruppo che comprende le flotte di Tirrenia, Moby e Toremar più, a Livorno, il terminal Ltm e quello del porto passeggeri (Porto 2000).
A distanza di 14 mesi dal giorno in cui il tribunale di Milano ha respinto al mittente l’istanza di fallimento presentata da un fronte di fondi internazionali (soprattutto Soundpoint Capital, Cheyne Capital, BlueBay e Aptior Capital), la novità salta fuori da un report di Reorg, team newyorkese di analisti che tiene d’occhio soprattutto le situazioni di crisi, che in Italia è stato rilanciato via “Sole 24 Ore” da un cronista finanziario attento come Carlo Festa che segnala le trattative con Europa Investimenti e Clessidra. L’una è il braccio operativo milanese di Arrow Global (quotata alla Borsa londinese) e presenta il proprio biglietto da visita di «operatore indipendente, qualificato e istituzionale, che investe in asset di varia natura incardinati in situazioni complesse»: dietro quest’ultimo aggettivo ci sono società in procedure concorsuali o aziende in stato di pre-insolvenza. Clessidra invece è una vecchia conoscenza del porto di Livorno, dove ha operato con la Fratelli Elia fino a non molti anni fa: stiamo parlando di uno dei fondi di primo piano nel nostro Paese, che ha già lavorato al fianco di Moby nella privatizzazione di Tirrenia.
Reorg fa anche un terzo nome, quello di Fortress Investment Group: è una società newyorkese che gestisce un patrimonio di 50 miliardi di dollari.
Il quotidiano confindustriale segnala che «l’offerta di Moby e quindi dell’azionista, la famiglia Onorato, prevederebbe – secondo quanto indicato da Reorg Research – infatti una percentuale di recupero dei crediti degli obbligazionisti attorno al 30% più una seconda opzione che includerebbe la potenziale liquidità incassata dalla vendita di asset, come le navi. Ora la proposta di Moby sarebbe sul tavolo dei bondholder e si attende di capire se sarà accolta oppure rigettata».
Dal quartier generale della Balena Blu non arriva nessun commento: adesso la battaglia per la sopravvivenza è sulla trincea della proroga della continuità territoriale (cioè quella convenzione ereditata dagli Onorato per cui l’ex flotta pubblica ora privatizzata riceve grossi contributi statali). —
M.Z.
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