Il Tirreno

Livorno

«Basta con timbri, lettere e burocrazia»

«Basta con timbri, lettere e burocrazia»

Calgaro e Ciapini (Confesercenti) sollecitano la ripresa delle attività: «Le aziende possono attendere al massimo sabato»

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LIVORNO

«La Toscana può e deve riaprire subito e in sicurezza. Nel momento in cui arriva comunicazione ufficiale o ufficiosa da parte del ministro Speranza, non possiamo aspettare ancora timbri, lettere, commissioni e burocrazia». Questo l’appello lanciato da Maristella Calgaro, presidente di Confesercenti provinciale di Livorno. Che poi aggiunge: «La Toscana faccia tutti gli atti per riaprire le 60.000 aziende che rimangono appese in un momento delicatissimo per il commercio. È un atto dovuto per tutte quelle imprese che stanno pagando un prezzo pesantissimo e se ci vuole un’ordinanza chiediamo al presidente Giani di farla per aprire, venerdì o sabato al massimo, tutte le attivita».

Per Calgaro, inolte, «il meccanismo “semaforico” dell’Italia divisa per fascia rossa, arancio, gialla fa acqua da tutte le parti. Noi lo avevamo denunciato subito, ma adesso lo hanno capito tutti: soprattutto il meccanismo burocratico e barocco del passaggio da una zona all’altra, con monitoraggio 15 giorni, riunione settimanale del Cte, successivo balletto ordinanza tre Ministero della Salute e Regione a lasciare del tutto interdetti.Un meccanismo, stop and go, che mortifica ed annichilisce il lavoro, l’impresa, gli investimenti e chiunque progetti di continuare a mandare avanti la propria attività autonoma». Per la presidente di Confesercenti Livorno e la sua provincia possono ripartire perché «ha un indice RT pari a 1,20%, e può affrontare in sicurezza le riaperture e lo shopping natalizio».

«Ormai abbiamo tutti capito - dichiara Alessandro Ciapini direttore provinciale - che la luce in fondo al tunnel è ancora piuttosto lontana e che il complesso meccanismo della vaccinazione di massa potrà dispiegare i propri effetti solo nel corso di tutto il 2021. Occorre quindi mettere in campo una nuova politica di convivenza con il virus. Fatta di nuovi strumenti normativi, che non possono limitarsi a divieti e limitazioni all’attività di impresa. Ma anche di aiuti veri, concreti, sostanziali, che non tengano conto, per esempio del Codice Ateco, ma del calo sostanziale del fatturato. E di interventi seri sul taglio affitti commerciali, azzeramento tasse 2021, Web tax e credito. Abbiamo poco tempo davanti a noi per salvare il salvabile. Più politica e scelte coraggiose, meno burocrazia».



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