Gioco
Terzo colpo in sette giorni al circolo tennis Amaranto: "Basta, non ne possiamo più"
Livorno: i ladri hanno portato via 20 bottiglie di liquore, le merendine e una motosega. Esasperato il presidente Mugnai: «Chiusi da 20 giorni, altri 600 euro di danni»
LIVORNO. Hanno fatto irruzione nel circolo di via Bengasi per la terza volta nell’ultima settimana. Forzando la porta di un magazzino e rubando una motosega, venti bottiglie di liquore fra Aperol e Campari e tutte le merendine al cioccolato.
Non c’è pace per il club sportivo “Tennis amaranto”, con il presidente Giovanni Mugnai che al Tirreno si dice a dir poco esasperato dall’inarrestabile serie di colpi messi a segno nella sua struttura, che confina con la ferrovia. Sarebbero proprio i binari dei treni, secondo lui, la via di fuga (e di arrivo) prediletta dai malviventi, che agirebbero indisturbati proprio sfruttando il buio e gli enormi spazi a ridosso della stazione di Livorno centrale, dove chiaramente posso fuggire rapidamente.
«I danni? Non meno di 600 euro – racconta Mugnai – visto che solo la motosega, da sola, ne costava 200. Una settimana fa ci avevano rubato tutto ciò che avevamo lasciato nel bar, giovedì scorso ci hanno sfondato una finestra senza riuscire a entrare perché era scattato l’allarme, mentre ieri notte (nella notte fra sabato e domenica per chi legge ndr) hanno fatto irruzione nel magazzino che avevo chiuso a chiave, trovando tutto ciò che avevamo nascosto».
L’allarme, stavolta, non è suonato perché i soci si sono dimenticati di inserirlo. «Avevamo tante cose da fare per la Federazione italiana tennis – commenta Mugnai – quindi purtroppo ce ne siamo dimenticati. Ma non è possibile che succedano queste cose. Siamo chiusi da 20 giorni e speriamo di riaprire presto appena il Governo ce lo consente, anche perché in tanti anni non avevamo mai subìto una serie così inarrestabile di furti. Siamo stanchi. Forse, qui in via Bengasi, servirebbero più controlli. Io più di installare il sistema di allarme francamente non so cosa fare, l’ho detto anche agli agenti...».
Sul posto, appena Mugnai ha scoperto del colpo, alle 9.15 di ieri è intervenuto un equipaggio della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, diretto dal commissario capo Claudio Cappelli, che ha effettuato un sopralluogo. «Soldi? Per fortuna non ce n’erano, non li teniamo, anche perché siamo chiusi da un sacco di tempo – commenta il presidente – D’ora in poi sicuramente non ci dimenticheremo più di inserire l’allarme, che attiviamo tramite cellulare con la “Verisure”. Purtroppo la ferrovia ci penalizza, visto che confiniamo con i binari e da lì i malviventi arrivano e scappano. Portano via cose piccole, non è che arrivano con i furgoni per rubare. Lo fanno a piedi, ne siamo convinti». —
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