Il Tirreno

Livorno

la denuncia di filippo bellandi (nidil cgil) 

«Sulle banchine 40 lavoratori usa e getta alcuni sono precari da più di dieci anni»

Il dirigente sindacale accusa: alcune aziende invocano in modo strumentale la libertà d’impresa per aver mano libera e non chiamare Alp  

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«All'interno del porto di Livorno ci sono almeno 40 lavoratori “usa e getta”»: molti di loro lavorano ormai in ambito portuale in maniera precaria «con contratti discontinui da oltre un decennio, con poche tutele e nessuna certezza sul proprio futuro». La denuncia arriva da Filippo Bellandi dal quartier generale di Nidil, l’organizzazione della Cgil che segue il lavoro atipico (somministrati, collaboratori, autonomi, disoccupati): è il caso degli addetti dell'agenzia di somministrazione Intempo che vengono «utilizzati da Alp, l'unica agenzia di lavoro portuale autorizzata dalla legge 84/94 a fornire manodopera alle imprese durante i picchi produttivi».

L’esponente sindacale dice chiaro e tondo che «una situazione del genere non è più tollerabile» e chiama in causa le istituzioni: Bellandi chiede esplicitamente all’Authority e al Comune di Livorno di «vigilare affinché sul porto si crei davvero lavoro di qualità e non invece infiniti bacini di lavoratori precari senza una stabile prospettiva occupazionale». E aggiunge: «I lavoratori somministrati del porto sono pronti a mobilitarsi, Nidil-Cgil sarà come sempre al loro fianco».

A giudizio del dirgente sindacale, sulle banchine è possibile trovare «un giusto equilibrio tra l'esigenza delle imprese di poter disporre lavoro flessibile e la necessità di creare finalmente buona occupazione». Ma come? Per arrivare a questo risultato è necessario – dice Bellandi – che le imprese che necessitano di far fronte ai picchi produttivi facciano «ricorso al personale messo a disposizione da Alp, così come previsto dalla normativa 84/94». Però non sempre, anzi troppo spesso, accade così: il problema è che diverse aziende – afferma – «invocando strumentalmente la libertà di impresa, hanno fino ad adesso preferito assumere direttamente personale a tempo determinato per brevi periodi, senza così ricorrere ad Alp». Inutile dire che tutto ciò non ha fatto altro che «generare nuova precarietà all'interno del nostro scalo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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