Il Tirreno

Livorno

abbraccerà Livorno, piombino e le isole 

Il super-Prg che verrà guarda al futurissimo (e sogna l’orizzonte 2040)

M.Z.
Il super-Prg che verrà guarda al futurissimo (e sogna l’orizzonte 2040)

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Nell’inglese che imperversa ovunque nelle cose di porto ecco il “Brave new port” del futuro, come da slogan per le banchine disegnate nel “Dpss” (Documento di Pianificazione Strategica di Sistema Portuale) per dare orizzonte al “Prdsp” (Piano Regolatore di Sistema Portuale) messo a punto dall’ “Adsp Mts” (Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale). Suona come il “brave new world” e c’è da sperare che abbiano cercato di andarselo a scopiazzare da William Shakespeare (“La tempesta”), dove suona come lo l’incanto stupefatto di Miranda di fronte allo «splendido mondo nuovo». Altrimenti, l’avessero preso dal romanzo di Aldous Huxley (o dalla canzone degi Iron Maiden o dalla serie tv americana), come in effetti lascia sospettare il riferimento di Palazzo Rosciano al 2040 che richiama quello huxleyano al 2540, difficile che possa esser auspicabile: è un testo distopico che immagina uno scenario di disumanizzazione spinta.

Forse vuol semplicemente dare la forza di uno slancio fantascientifico nell’ultrafuturo prossimo venturo, pur avendo a che fare con un intreccio burocratico di piani di programmazione che intrecciano territori (i porti e le città) ma anche istituzioni (i vari livelli dal locale al nazionale passando per la Regione con i consueti andirivieni).

Il “Dpss” finito nel menù del comitato di gestione: «È il principale strumento programmatico del nostro ente – spiega Stefano Corsini, presidente dell’Authority – ed è propedeutico alla elaborazione del Prg di Sistema Portuale»: cioè della rete di pianificazioni che coinvolge il complesso dei porti che sono sotto la competenza di Palazzo Rosciano (Livorno e Piombino ma anche Capraia e gli scali elbani). Corsini chiosa: «Al momento, ne sono stati approvati a livello nazionale solo due e il nostro sistema si candida a essere il prossimo».

A questo punto, nel giro di qualche giorno, il “Dpss” verrà trasmesso ai Comuni interessati per riceverne il parere, poi spetterà al comitato passare alla sua adozione. A quel punto, il percorso amministrativo di questo nuovo strumento di pianificazione mettono in cantiere l’approvazione del documento da parte della Regione, «previa intesa con il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che si esprime sentita la Conferenza nazionale di coordinamento delle Autorità di sistema portuale».

Resta da capire come impatteranno le sentenze del Tar che hanno impallinato il piano attuativo di dettaglio: era lo strumento che l’Authority aveva ritenuto di poter utilizzare, in analogia a quanto accade con la legislazione urbanistica regionale per i Comuni. Non si può e dunque bisognerà ridisegnare l’incastro: chissà se questo influirà anche sul “Dpss”. —



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