Gioco
I miei risparmi? Finiti, Menomale ho un marito e il suo stipendio fisso
«Troppa burocrazia e poca fiducia negli aiuti di Stato, ho dovuto reinventarmi ma ho paura del futuro».
Debora Paci ha 48 anni e dal 2005, dopo una lunga esperienza nel mondo del commercio come commessa, è titolare a Livorno della sua rivendita “La bottega del fiore”, che gestiva insieme alla fidata collaboratrice.
Oggi il suo negozio - che aderisce a Confcomercio - è fra quelli che possono stare aperti, in primavera però non è stato così. «A marzo ho scelto di chiudere ancor prima delle disposizioni del Governo perché mi ero spaventata. Per fortuna in questo settore quel mese è ancora considerato inverno, salvo che per la Giornata internazionale della donna; però, come si dice, ho visto i mostri», racconta.
Ad aprile, invece, quella di Debora è stata una timida primavera: «Piuttosto che riaprire mi sono buttata sulle consegne a domicilio e questa si è rivelata una scelta vincente. Dal 4 maggio poi ho ricominciato regolarmente in negozio».
Con l’estate tuttavia è tornato il “freddo”. «Quest’anno non so proprio dove andrò a finire: con il blocco di eventi e manifestazioni sono saltati tutti i matrimoni e cioè il 50% del mio fatturato», prosegue Paci. Un buco nel bilancio familiare che i bonus da 600 euro di marzo e aprile non possono tamponare; né la sospensione dei tributi, cui Debora avrebbe diritto. «Ancora una volta ho scelto di non approfittarne perché tanto i pagamenti da fare sarebbero arrivati comunque. Ho preferito tirar fuori di tasca i miei risparmi, che ora sono finiti», racconta ancora, precisando però di aver fatto un pensierino almeno sull’ipotesi dei benefici comunali sulla Tari.
Per i decreti ristori neanche a parlarne: «Questo settore non ci rientra proprio», spiega. «Ho una resistenza mentale verso la burocrazia e la contabilità, stessa cosa per la tecnologia. Ho fatto fatica ma sono riuscita a invertire il mio modo di lavorare proprio grazie ai social. I miei affezionati clienti hanno riscoperto un nuovo interesse per il fiore e una maggiore attenzione alla cura dell’ambiente di casa. Se non avessi avuto le spalle coperte dallo stipendio fisso di mio marito non avrei fatto questa scelta», confessa infine Paci guardando verso un futuro mai così incerto: «Nel primo lockdown ho provato sconforto, dolore e frustrazione. Prima di tutto la preoccupazione per la salute, poi siamo stati fortunati a poter lavorare un mese. Ma ora temo il grande rimbalzo della crisi economica, che presenterà il conto». —
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