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“Friday” rosso per i negozianti «Comprate da noi, non online»

“Friday” rosso per i negozianti «Comprate da noi, non online»

Parte l’appello di Confcommercio e Confesercenti contro i giganti del web su cui si stanno dirottando le vendite. Le piccole attività rischiano la chiusura

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Confcommercio e Confesercenti contro il “Black Friday”e le vendite dei giganti online: «Noi vediamo solo rosso e rischiamo di chiudere» . E lanciano un appello: «Fate acquisti di prossimità». Per Confcommercio il Black Friday, l'usanza americana degli sconti sdoganata ormai da anni in Italia, «non farà apparire il segno più sui registratori di cassa e il rosso che identifica le perdite continuerà a primeggiare per chissà quanti mesi a venire».

«La deregolamentazione delle promozioni, del Black friday, della Black week, dei saldi anticipati, degli sconti perenni - spiega la presidente di Livorno Francesca Marcucci - l’abbiamo subìta e nello stesso tempo abbiamo cercato di cavalcarla. Ma adesso le attività dei centri urbani continuano a stare chiuse, e le prospettive di una ripartenza veloce sono molto, molto basse. Stiamo lavorando affinché i ristori e i rimborsi per gli imprenditori vadano a costituire una base per la ripartenza, e non elargizioni una tantum senza progettualità». Nello stesso tempo si rivolge anche ai cittadini e potenziali consumatori affinché contribuiscano alla sopravvivenza di commercio e servizi di prossimità. «Salviamo il commercio di vicinato, salviamo le nostre città - spiega - regaliamo un buono da spendere nei negozi sotto casa, una cena per festeggiare la prossima volta che potremo uscire, una notte in hotel o alle terme, un trattamento estetico o un taglio di capelli. E per chi vuole rivolgersi all'online, a Livorno lo può fare con Kil0, la app gratuita per fare la spesa con lo smartphone scegliendo tra i negozi locali e ricevendo la spesa a casa o presso i punti di raccolta . In Confcommercio abbiamo aderito subito all'iniziativa di Kil0, perché fa bene all'economia cittadina».

Per Confesercenti le restrizioni dalle chiusure forzate imposte ai negozi rende impossibile alle imprese di vicinato partecipare all’evento promozionale. «Uno squilibrio concorrenziale che rischia di spostare dai negozi fisici al web 83 milioni di euro di vendite al giorno dall’inizio della settimana del Black Friday al termine degli sconti - stima Fismo, la Federazione del settore moda Confesercenti - ed è proprio la spesa in abbigliamento e accessori a subire il travaso più rilevante, con 25 milioni di euro al giorno di spesa delle famiglie dirottate verso il web». Ma lo squilibrio concorrenziale ha un impatto significativo anche su giochi e giocattoli per ragazzi e bambini (20 milioni di euro trasferiti verso l’e-commerce ogni giorno), la tecnologia e gli elettrodomestici (15 milioni al giorno per entrambi i comparti), e la vendita di libri (circa 300mila euro al giorno). «Abbiamo presentato un esposto all’Antitrust per segnalare la grave distorsione della concorrenza che si è creata con le restrizioni anti-contagio - spiega Fabio Tinti, presidente di Fismo Confesercenti - mentre i negozi sono chiusi, il web agisce in condizioni di monopolio o quasi, è un problema che va risolto, soprattutto se le norme di contenimento dovessero essere prorogate. Per ridurre il gap abbiamo chiesto al governo di esercitare una moral suasion su piattaforme di e-commerce, grande distribuzione e negozi di vicinato per posticipare il Black Friday fino alla data di riapertura dei negozi. Una soluzione che hanno già applicato in Francia. Purtroppo è mancato l’accordo tra i rappresentanti delle imprese ». «Abbiamo perso l’occasione per fare qualcosa di concreto per le imprese – ribadisce Maristella Calgaro presidente Confesercenti provinciale - è giusto ragionare sulla web tax, ma il dibattito si trascina da anni e il commercio aveva e ha bisogno di interventi urgenti. Migliaia di negozi rischiano di chiudere definitivamente i battenti tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, con gravi ripercussioni sull’occupazione e sulla vita di tutti. Per questo ci appelliamo ai consumatori: dove possibile, scegliete un negozio di vicinato per i vostri acquisti, sostenete l’economia del vostro territorio» —.



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