Gioco
Un tesoro antico lungo tre chilometri tornano migliaia di documenti storici
Fascicoli ma anche plichi e cassettiere di interesse culturale e artistico saranno collocati nelle due sedi dell’Archivio di Stato
LIVORNO
Dopo oltre sedici anni sono tornate a Livorno diverse decine di migliaia di antichi documenti riguardanti la nostra città ed ora in fase di collocazione nei nuovi grandi scaffali situati nell'ex carcere dei Domenicani ovvero la sede secondaria dell'Archivio di Stato. Talmente tanto materiale che una volta sistemato occuperà 3 chilometri di scaffalatura.
L'arrivo dei documenti ha un duplice significato: rappresenta, innanzi tutto, il termine dell'annosa opera di riqualificazione di almeno parte dell'edificio settecentesco sorto nella Venezia Nuova inizialmente come convento dei Padri Domenicani prima di essere convertito in carcere in epoca napoleonica, mantenendo tale funzione sino alla metà degli anni '80 quando fu sgomberato con l'apertura alle Sughere della nuova Casa Circondariale.
L'altro significato è la possibilità di poter finalmente accedere una quota significativa di documenti storici di cui per molti anni è stata praticamente preclusa la consultazione trovandosi in un deposito di Perugia: «Questi documenti - spiega Cristina Francioli, direttrice dell'Archivio – sono a Perugia dal giugno del 2004, quando fu cessata la sede secondaria situata sugli Scali Cerere. Si parla di quasi tre chilometri di scaffali, oltre a cassettiere, armadi e tubi porta disegni. Questa documentazione in parte sarà collocata ai Domenicani ed in parte nella nostra sede centrale presso il Palazzo del Governo».
«Al contempo - prosegue - alcuni fondi d'archivio, situati in sede e meno consultati, verranno spostati nell'ex carcere. Nella nostra sede centrale intendo portare gli undicimila registri dello stato civile, provenienti anch'essi da Perugia e che sono destinati ad essere digitalizzati per una loro più rapida consultazione. Sono documenti di notevole importanza e molto richiesti soprattutto dagli emigranti per conoscere i loro antenati».
Sono inoltre di ritorno a Livorno, provenienti invece da un deposito di Latina, i documenti del Cantiere navale Orlando, con molti disegni tecnici dal 1892 al 1964. «Fra i documenti che stiamo ora ricollocando – continua – ci sono quelli della Corte di giustizia criminale del Mediterraneo relativa al periodo dell'occupazione francese, della Questura a partire dal secondo dopoguerra, del Catasto dal 1850 al 1971 oppure dei Commissariati di polizia dal 1818 al 1870. C'è anche una serie riguardanti i passaporti, molto bella da vedersi, anche dal punto di vista artistico».
Non va inoltre dimenticato il fondo archivistico riguardante il Genio civile con tutte le pratiche relative alla ricostruzione postbellica della nostra città, oltre appunto all'Ufficio di stato civile dal 1866 al 1935 dove troviamo nascite, morti e matrimoni.
A ciò si aggiungono le carte dei Tribunali preunitari e postunitari di Livorno e di Portoferraio, ma pure l'archivio della non più esistente “Vetreria Borma”, già “Vetreria Italiana Balzaretti & Modigliani”, cessata nel 1994 e di cui sopravvivono soltante le due alte ciminiere che svettano in via delle Cateratte. Tutto questo materiale deve essere collocato a posto ed opportunamente riordinato, mentre in qualche caso va realizzato l'inventario. Si tratta insomma di un'opera non semplice considerando che a tale scopo sono attivi ben tre cantieri: «L'idea è di rendere accessibili i documenti nella primavera prossima, forse anche prima, magari su appuntamento».
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