Il Tirreno

Livorno

«Stuprò l’ex ragazza sul moletto»: dopo la condanna confermato il divieto di avvicinamento

Stefano Taglione
L'avvocata Cristina Cerrai
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L'avvocata Cristina Cerrai

Livorno: dopo la sentenza in rito abbreviato a quattro anni e quattro mesi di reclusione, rigettata la richiesta della difesa

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LIVORNO. Dopo la condanna, il giudice ha confermato il divieto di avvicinamento. Il livornese di 32 anni che nell’agosto del 2019 avrebbe violentato sessualmente l’ex fidanzata ventunenne sul moletto sotto alla Baracchina bianca di piazza San Jacopo in Acquaviva ora dovrà restare lontano dalla ragazza e dai luoghi da lei abitualmente frequentati.

Lo ha deciso il giudice Fabrizio Nicoletti, che la scorsa settimana aveva condannato il trentaduenne (Il Tirreno ne omette l’identità per tutelare la vittima) a quattro anni e quattro mesi di reclusione in rito abbreviato per violenza sessuale, con l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e una provvisionale da pagare alla vittima pari a cinquemila euro, oltre alle spese sostenute per la costituzione di parte civile, difesa dall’avvocata Manuela Demurtas e assistita fin dall’inizio dallo sportello “Vis” della provincia di Livorno e dall’associazione Randi.

Soddisfazione da parte della consigliera provinciale per la parità, Cristina Cerrai, responsabile del centro di supporto per le vittime di reato, che ha seguito il caso fin dall’inizio, assistendo la ragazza dalla mattina stessa dell’arresto dell’ex fidanzato, con cui era stata insieme per circa tre anni, da parte dei carabinieri della Compagnia di Livorno, guidati dal maggiore Guglielmo Palazzetti. «Possiamo essere soddisfatte, perché in questo modo viene garantita la sicurezza». Il provvedimento è stato notificato alle parti nella giornata contro la violenza sulle donne.

 

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