Gioco
Un pomeriggio al drive-thru di Livorno: «In mezz’ora fatte 24 auto»
Due file e due postazioni per eseguire il tampone: operazione in 2-3 minuti. I momenti di vuoto? «Dipende se i cittadini rispettano gli appuntamenti»
Una mezzora trascorsa nei pressi del drive through di via Allende, di fronte al PalaMacchia. Dalle 14.30 alle 15, minuto più minuto meno. La giornata è soleggiata, ed il clima piuttosto piacevole. Due operatori sono impegnati, praticamente senza sosta, nell’effettuare i tamponi ai livornesi che giungono sul posto.
Nell’arco di tempo indicato, le autovetture che imboccano il corridoio segnalato da un evidente cartello giallo, sono 24. Quindi 12 per postazione, e una media di una vettura ogni due minuti e mezzo. Un ritmo incessante per l’intero corso del turno. Dopo aver spento il motore, si abbassa il finestrino, si presenta la tessera sanitaria col foglio di prenotazione, si cala la mascherina ed il gioco è fatto. Rapido ed indolore. Dopodiché si riparte in attesa che nelle ore successive arrivi il referto online. «Per effettuare il tampone - spiegano gli operatori - occorre prendere un appuntamento. E giorno dopo giorno, l’agenda, è sempre piena. L’affluenza temporale va in base al cittadino e alla sua capacita di rispettare gli orari. Pertanto ci può essere un momento in cui giungono più macchine insieme, e altri nei quali per qualche minuto non si vede nessuno. Ad ogni modo, a fine giornata, ne contiamo alcune centinaia».
Come detto l’azione si svolge in maniera rapida e molto precisa. «Il procedimento è veloce, certo, anche se spesso, la durata, dipende da chi arriva: con i bambini e gli anziani, oppure chi ha qualche patologia, per esempio, il lavoro è un po’ più complicato ed è possibile che qualche intervento possa richiedere dei tempi maggiori». Una volta terminato il controllo, la provetta viene portata dentro il casottino adiacente, dove una terza persona si occupa della registrazione dei dati. Nel frattempo c’è chi arriva a piedi, ma è rimandato indietro perché la regola impone la presenza di un mezzo di trasporto: non necessariamente l’automobile, va bene anche lo scooter, l’essenziale è che si giunga sopra almeno due ruote. I volti di coloro che arrivano sono rilassati, ma fino ad un certo punto: la maggior parte si limita a seguire le indicazioni, altri invece fanno domande, pongono questioni, chiedono chiarimenti. C’è chi viene da solo, chi si fa accompagnare. Qualcun’altro, nonostante le chiare istruzioni della cartellonista, sbaglia ad imbeccare la via giusta e si ritrova nel grande parcheggio del palasport, costretto ad eseguire nuovamente la manovra d’ingresso. Ma tutto sommato la situazione è fluida e tranquilla
«Pensavo peggio» dice una ragazza ad operazione completata. E un’altra cosa che salta all’occhio oltre alla precisone dell’intervento, è la sicurezza con la quale avviene, in un’atmosfera assolutamente positiva. Ogni tanto passa qualche curioso a sbirciare, poi passa, gira i tacchi, e se ne va. --
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