Lutto
Sos di Confcommercio «Di notte c’è il deserto servono più controlli»
Protesta dopo i sette colpi in una notte
LIVORNO
«Nulla di nuovo, i nostri piccoli imprenditori sono sempre bersaglio facile della micro criminalità». A dirlo il direttore provinciale Confcommercio Federico Pieragnoli, dopo i sette colpi in negozi e bar del centro che sabato sera hanno interessato la città. Nell’ordine: il bar Gambrinus, di fronte al Cisternone, Massima Curvatura in via Mentana (come si può leggere anche nell’articolo a sinistra ndr), Caffaz in piazza Attias, “Parrucchieri estetica” in corso Amedeo, il frutta e verdura di via Cambini, l’erboristeria Benetti, in via Ricasoli, e il distributore Eni di via Marradi.
«In questo momento in cui tanti imprenditori sono costretti alla chiusura o a regime ridotto – continua l’associazione di categoria – dopo gli investimenti per la sicurezza, con il clima di pesante incertezza per il futuro, non è tollerabile lasciarli in mano a ladri e balordi. Ci chiamano quotidianamente negozianti depauperati della loro capacità imprenditoriale, prontissimi a osservare le regole dell’emergenza pandemica, che si vedono passare davanti al naso i grossi pacchi acquistati in alcuni centri commerciali sfacciatamente incuranti dei divieti di vendita. Poi la notte gli spaccano le vetrine facendo danni ingenti per portare via pochi spiccioli o qualche salame. Purtroppo le città deserte attirano i malintenzionati, abbiamo sempre guardato le amministrazioni contro la desertificazione dei centri».
«Ora – conclude Pieragnoli con un appello– ci troviamo di fronte al silenzio inaudito delle chiusure forzate e non possiamo ammettere che la criminalità piccola e grande vi si insinui con il fracasso dei vetri rotti. Facciamo appello alle forze dell'ordine, al prefetto, al questore e ai sindaci affinché rispondano all’emergenza furti e spaccate e intensifichino i controlli». —
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