Gioco
Guida all’affido familiare, un centro di ascolto
Un modo per aiutare bambini in difficoltà a crescere sereni mantenendo il legame con la famiglia d’origine. Dove rivolgersi per saperne di più
Livorno
Prosegue, anche in questa fase di emergenza Covid, l’attività del Centro Affidi, la struttura che fa capo al Settore Sociale del Comune di Livorno e che si occupa di affidamento familiare, una forma d’aiuto con cui una famiglia viene incontro ad un’altra famiglia in difficoltà, accogliendo temporaneamente un minore e garantendogli un ambiente sereno e adeguato alle esigenze della crescita, nel caso in cui la famiglia d’origine non sia in grado di prendersene cura. Per incentivare l’istituto dell’affidamento familiare, nelle ultime settimane il Comune ha portato avanti una campagna di comunicazione, con manifesti e locandine affisse in città e un video.
Cosa è l’affido
Affidamento significa accompagnare un minore per un tratto di strada rispettando la sua storia individuale e familiare. Significa offrirgli un ambiente di vita sereno con adulti di riferimento in grado di garantirgli cura, affetto, educazione e istruzione. Tenendo presente che la finalità ultima dell’affidamento è il ricongiungimento del minore con la
propria famiglia. Pertanto, il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine rappresenta un aspetto fondamentale.
I tipi di affidamento
Si parla di affidamento consensuale, quando la famiglia di origine del minore è consenziente, i genitori riconoscono le loro difficoltà e accettano di affidare, in accordo con il servizio sociale, e per il tempo necessario, il figlio ad un’altra famiglia che percepiscono solidale con loro. Quanto invece la famiglia di origine non è consenziente, si ha l’affidamento non consensuale (o giudiziale), disposto dal Tribunale per i Minorenni. Al termine della durata stabilita (massimo 2 anni), il Tribunale ne decreta la cessazione o l'eventuale proseguimento. Si può parlare poi di affido intrafamiliare e affido eterofamiliare, affido in situazioni particolari, affido omoculturale e affido eteroculturale, ecc.
Requisiti per l’affidamento
Chiunque può dare la sua disponibilità all’affido. Possono essere infatti affidatarie le famiglie con figli, le coppie senza figli e le persone singole.Non sono previsti specifici requisiti oggettivi (età, reddito, stato, ecc) per essere affidatari. La disponibilità all'affidamento viene valutata nell'ambito di un preventivo percorso di conoscenza/osservazione svolto dall'equipe multiprofessionale del Centro Affidi. Sono invece requisiti essenziali: la disponibilità a dare spazio nella propria casa e nella propria vita ad una persona diversa da sé; la disponibilità affettiva e la volontà di accompagnare un bambino o un ragazzo per un tratto di strada più o meno lungo, senza la pretesa di cambiarlo, ma valorizzando le sue risorse; la consapevolezza della presenza e dell’importanza della famiglia di origine.
Quanto dura un affido?
L’affidamento familiare è un provvedimento temporaneo, la cui durata è prevista in termini di legge fino ad un massimo di 24 mesi. Nel caso in cui la condizione di difficoltà del minore e della sua famiglia d'origine permangano, l'affido può e essere prorogato.
Dove rivolgersi
Chi vuole approfondire la conoscenza dell'affidamento può rivolgersi al Centro Affidi c/o Villa Serena, in via di Montenero 176. Email: centroaffidi@comune.livorno.it. Telefono: 0586 824.068 – 824.008. Altre informazioni sulla pagina internet del Centro Affidi.
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