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Crac della “Conte of Florence” indagati due manager livornesi
LIVORNO
Una dolorosa vicenda che ha decretato la fine della Conte of Florence Distribution spa, storico marchio della moda toscana risalente al 1952. Perché quel fallimento – 19 giugno 2018 – fu il frutto di un dissesto iniziato già nel 2014 e proseguito con una serie di manovre sotterranee che avrebbero poi provocato un buco di 21 milioni. Tanto che la curatela fallimentare (rappresentata dal professor Riccardo Della Santina assistito dall’avvocato Carlo Di Bugno) si è costituita con successo parte civile nel procedimento penale per bancarotta fraudolenta mediante distrazione che vede indagati l’amministratore occulto, l’amministratore legale e il gestore di una società bulgara (Pentacompany) che deteneva il marchio “Conte of Florence” acquistato per 1, 3 milioni e stimabile, per il consulente del pm, 2, 3 milioni mentre per l’Agenzia delle Entrate vale 2, 8 milioni in quanto bene principale d’impresa.
GLI IMPUTATI
Sono accusati di bancarotta fraudolenta per distrazione Valerio Lusini, 72 anni, originario di Firenze, residente a Sofia e domiciliato a Livorno, ritenuto l’amministratore occulto della Conte of Florence Distribution e gestore effettivo di rami aziendali di una serie di società acquistate nel tempo accollandosi i debiti (Tender spa, Fidinterev srl, Distribution srl, Invest di Vanda Amatori & C srl, D&K srl) in una sorta di «fusione inversa»; Massimo Tassinari, 56 anni, un passato da direttore commerciale della «Peuterey», residente a Carrara, amministratore unico e legale rappresentante della COF Distribution spa dal 2015 al 2018 che materialmente eseguiva operazione come il conferimento del ramo d’azienda della Distribution srl i cui debiti pari a 6 milioni venivano assorbiti dalla COF Distribution e Francesco Frattini, 54 anni, nato a Varese e domiciliato a Livorno, gestore della «Pentacompany» società bulgara controllata di fatto da Lusini. Per il pm avrebbero distratto beni con operazioni dolose che aggravavano il dissesto aziendale come la perdita del marchio e l’alterazione di bilanci d’esercizio. Lusini e Frattini sono accusati anche di autoriciclaggio. Avrebbero impiegato i diritti sull’utilizzo del marchio Conte of Florence, oggetto della distrazione, in attività economiche. E arrivando ad ostacolare la curatela fallimentare nel possibile riacquisto del marchio originale in modo da costringere gli organi della procedura ad intentare azioni tese al recupero forzoso del bene. A quel punto restituivano il marchio pretendendo il riconoscimento di un credito prededuttivo pari a 1, 3 milioni. Nei guai sono finite anche Irene Belli, 54 anni, di Firenze e Maria Grossi, 44 anni, di Firenze accusate di favoreggiamento.
LE DECISIONI DEL GUP
Durante l’udienza di fronte al gup Antonia Aracri, Tassinari ha chiesto di patteggiare la pena risarcendo la curatela, Lusini il rito abbreviato condizionato all’esame del consulente mentre Frattini, Belli e Grossi l’ammissione al rito abbreviato. —
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