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Il direttore di Confcommercio Livorno: «Contro la crisi abolire nel 2021 Imu, Tari e Tosap alle aziende»

Il direttore di Confcommercio Livorno: «Contro la crisi abolire nel 2021 Imu, Tari e Tosap alle aziende»

Pieragnoli promuove i Comuni ma chiede incentivi straordinari: «Sono piccoli contributi ma almeno è un segno di sensibilità e di consapevolezza»

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LIVORNO. Buona volontà dimostrata dal Comune di Livorno e dalle altre amministrazioni locali della provincia, «ma senza una programmazione di ampio respiro non ce la faremo». La Confcommercio interviene sui problemi delle aziende alle prese con le chiusure forzate della “zona rossa” e chiede l’annullamento per il 2021 di Imu, Tari e Tosap. «Il rapporto stretto con le categorie economiche e con i cittadini muove la politica a unire le forze per venire incontro alle sofferenze inflitte dalla pandemia». Il direttore dell’associazione di categoria, Federico Pieragnoli, esprime gratitudine da parte delle imprese del territorio per tutte le misure e per gli aiuti destinati dai Comuni all'economia di Livorno e provincia.

«Sono piccoli contributi ma almeno è un segno di sensibilità e di consapevolezza - prosegue Pieragnoli -: se le imprese sopravvivono sopravvive il tessuto sociale. Il problema più grande però è riuscire a superare il perimetro dell'emergenza immediata». Da qui una richiesta precisa: «innanzitutto occorre un piano di aiuti che osservi una maggiore continuità e proporzionalità rispetto alle perdite subite. Solo in questo modo gli imprenditori potranno realmente riacquisire fiducia e decidere di proseguire l'attività. I più sono demoralizzati». Già prima di questo lockdown a piccole dosi l'indagine di Format Research per Confcommercio Toscana aveva fotografato il 71% delle imprese del terziario (quasi 20.000 nella nostra provincia) certo di non sopravvivere a un altro blocco delle attività.

Un problema che riguarda tutte le attività commerciali e gli esercizi pubblici. «Già solo i ristori arrivati tempestivamente adesso a novembre - dice Pieragnoli - sono stati salutati almeno come una promessa mantenuta, sebbene l'entità del tutto insufficiente degli importi». A ottobre, con il riacutizzarsi della pandemia e delle prime misure di contenimento, i consumi sono di nuovo scesi. L'Indicatore Consumi Confcommercio calcola l'8,1% in meno rispetto allo stesso mese del 2019 (era -5,1% a settembre), dovuto soprattutto al tonfo dei servizi, del turismo e dei trasporti. Le previsioni sono pessime.

«Il rallentamento dei consumi si aggraverà con i prossimi calcoli riferiti a novembre - commenta il direttore di Confcommercio - , con la filiera di abbigliamento e accessori tra i settori più colpiti in uno dei periodi di maggiori entrate. Quello che chiediamo ai comuni è di destinare gli aiuti non solo alle aziende vittime di lockdown, bensì a tutte quelle che hanno avuto un calo di fatturato. Inoltre, per dare respiro e prospettiva alle imprese vorremmo che per il 2021 vengano annullate Tari, Imu (spettanza comunale) e Tosap. Sarebbe un investimento per il futuro del territorio. Inoltre chiediamo una consultazione preventiva prima della pubblicazione dei bandi in sostegno alle imprese, in modo da non tagliare fuori fette importanti di vari settori, come purtoppo è successo per il bando innovazione e per il fondo canoni di locazione».


 

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