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Pesca in mare vietata nella zona rossa? C’è un rimpallo di pareri tra i ministeri
L’apertura del prefetto D’Attilio e del sindaco Salvetti condivisa da altre amministrazioni ma il governo si orienta per il no
LIVORNO
A Livorno, così come in tutte le località che si trovano in “zona rossa”, non si può pescare. A dirlo, con un chiarimento pubblicato ieri, è il governo stesso. Al quesito “È possibile praticare l’attività venatoria o la pesca dilettantistica o sportiva? ” la risposta è secca e decisa: “in zona rossa no” . E questo vale sia per i fiumi che per il mare. Una puntualizzazione che non lascia dubbi d’interpretazione e a cui la Capitaneria di porto si è immediatamente adeguata, anche se il governo in precedenza sembrava essere orientato in maniera: dal quartier generale della Guardia Costiera tengono al riguardo a sottolineare che l’applicazione è «con tutto il buonsenso possibile» proprio perché «si susseguono gli aggiornamenti delle misure previste», ma «occorre attenersi alle disposizioni».
Nell’intervista pubblicata sull’edizione di ieri del Tirreno, il prefetto Paolo D’Attilio e il sindaco Luca Salvetti si erano espressi favorevolmente sull’ipotesi di pescare in mare durante questo periodo di “chiusura” . «L’argomento è molto discusso – avevano risposto alla nostra domanda – Noi riteniamo di sì, cioè che sia possibile la pesca di superficie, sia sotto forma di attività amatoriale che di allenamento, ma solo se individuale. Potrà comunque continuare ad essere praticata, in quanto attività che si svolge all’aperto, fermo restando il distanziamento sociale e senza alcun assembramento».
Un giudizio subito condiviso da altri sindaci della costa, in primis dal sindaco di Rosignano, e che trovava fondamento nelle Faq al Dpcm del 3 novembre scorso a cura del Dipartimento dello sport (aggiornate al 13 novembre). Alla domanda “è consentita la pesca sportiva” , l’organo governativo rispondeva così: “Salvo diverse disposizioni regionali eventualmente emanate con ordinanze regionale che, come noto, possono adottare provvedimenti più restrittivi, la pesca di superficie potrà continuare ad essere praticata” e per le regioni in zona rossa non era ovviamente previsto lo spostamento da un comune all’altro” .
Un chiarimento che era stato apprezzato dalla Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquea: «Un pescatore residente in un Comune nel quale vi è un fiume può tranquillamente esercitare l’attività di pesca sportiva in quel fiume, fermi restando sempre gli obblighi di non uscire dal proprio Comune e di compilare la relativa autocertificazione». Per analogia, la pesca poteva dunque svolgersi anche in mare e questo era anche l’orientamento del prefetto D’Attilio e del sindaco Salvetti.
Ma la Presidenza del Consiglio dei ministri ha espresso una posizione diversa da quella del Dipartimento dello sport e dunque contr’ordine: pescare è vietato in zona rossa.
A pesare sulla decisione è stato probabilmente il ragionamento sugli spostamenti (vietati «se non per comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità») che sarebbero stati provocati dai pescatori: da casa devono raggiungere il mare. In linea teorica, c’è chi sostiene che potrebbe pescare solo chi vive vicino al mare, o ai laghi e ai fiumi, poiché la pesca rientrerebbe in quelle attività che possono svolgersi “nei pressi della propria abitazione “.
Le federazioni dei pescasportivi Fipsas e Fiops sono al contrattacco: dopo la pubblicazione dell’interpretazione data da Palazzo Chigi sul proprio sito che ora nega la possibilità di pescare in zona rossa, sui social è montata la protesta. Le organizzazioni di categoria raccontano di aver bussato anche di domenica «alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Dipartimento dello Sport della Presidenza del Consiglio, al Ministero delle Politiche Agricole e a numerosi parlamentari e senatori» per chiedere «chiarimenti».
L’altalena delle interpretazioni ha creato disorientamento: occorre fare chiarezza, è il ritornello. Come? Le federazioni della pesca sportiva insistono perché venga «ripristinata un’unica interpretazione» così da ristabilire in modo «univoco e senza ombra di dubbio» che «la pesca sportiva è attività sportiva che può essere esercitata sia nelle zone arancioni che rosse al pari di tutte le altre attività sportive non sospese».
Era stata proprio la Fiops a lanciare l’allarme sulla propria pagina Facebook domenica appena dopo le 13, segnalando il dietrofront nelle “faq” sul sito di Palazzo Chigi («inaspettatamente e, a nostro avviso sbrigativamente, accostando caccia e pesca e in contraddizione ad una precedente “faq” di maggio della stessa Presidenza del Consiglio»). Poco più tardi il post era stato bissato da Fipsas. Risultato: una grandinata di oltre 800 commenti. Anche perché fino a pochi minuti prima, come ricorda l’organizzazione degli operatori di pesca sportiva, «era da considerarsi consentita in quanto precedentemente considerata da una “faq” della Presidenza del consiglio come attività sportiva». I dubbi non riguardavano se si poteva pescare o no bensì solo se e quanto ci si poteva spostare per farlo. –
Alessandro Guarducci
Mauro Zucchelli
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