Gioco
Le assunzioni fatte sono cinque Presto l’inaugurazione ufficiale
Dal delivery possono arrivare anche nuovi posti di lavoro Le dark kitchen sono esplose inizialmente negli Stati Uniti, ma stanno arrivando pure da noi
LIVORNO
La domanda è: il cibo a domiciolio può portare posti di lavoro? La risposta è “Sì”.
A Livorno è già successo, nel centro cottura di via Cairoli, di proprietà di Simone Gonnelli.
«Abbiamo preso cinque nuove figure professionali. Tre sono in cucina, le altre sono impegnate in mansioni differenti. In futuro potrebbero essere fatte altre assunzioni», spiega Gonnelli. Delle dark kitchen se ne parla da tempo. Anche in Italia. Si tratta di cucine “chiuse” e pensate solo per la produzione di piatti per la consegna a domicilio. Come quella in via Cairoli, che è già attiva ma che verrà inaugurata ufficialmente il 1 dicembre, con delle novità per la prenotazione online da parte dei clienti.
Le “dark kitchen” sono accreditate dagli addetti ai lavori di potenzialità di crescita esplosive e tale ragione – oltre alla diffusione del coronavirus e quindi l’innalzamento delle restrizioni, con la “cena fuori al ristorante” tradizionale che diventa un miraggio – è l’incremento esponenziale delle consegne di piatti pronti a domicilio, una tendenza a cui ha soprattutto contribuito il popolo dei millennial, vale a dire i giovanissimi. Una tipologia di clientela che non esita a ordinare cibo pronto anche due o tre volte a settimana e che si aspetta un servizio veloce, ampia scelta e un buon rapporto qualità-prezzo. Crescendo in modo sostanziale la domanda a domicilio, ecco che anche ristoranti affermati hanno faticato a far fronte agli ordini da consegnare ai rider.
Da qui la spinta verso un nuovo modello di cucina, votata da una parte a preservare la qualità dell’esperienza di consumo all’interno del locale e dall’altra a non compromettere lo sviluppo di un uovo modo di fare affari. —
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