Il Tirreno

Livorno

Furto all'Eni, il titolare: "La cassa me l'hanno restituita, ma i 1.400 euro dentro non sono stati trovati"

L'Eni di Barriera Roma
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L'Eni di Barriera Roma

Livorno, lo sfogo di Andrea Ceccotti dopo il colpo subìto e il doppio arresto di padre e figlio di 17 anni in un canneto a Barriera Roma

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LIVORNO. Il registratore di cassa, che gli è stato restituito danneggiato e con pochi spiccioli, purtroppo non era affatto vuoto. Ma dentro c’erano 1.400 euro che lui non ha più visto. A parlare, qualche giorno dopo il colpo subito ad opera di un cinquantenne e di suo figlio diciassettenne (entrambi arrestati dai carabinieri, nonostante il genitore al Tirreno abbia negato ogni addebito) è l’imprenditore Andrea Ceccotti, titolare della pompa di benzina Eni di Barriera Roma e di altre in città.

Lunedì scorso il suo impianto di carburanti è stato danneggiato dai due ladri e lui non ha mai più visto i 1.400 euro contenuti nel cassetto del registratore, nonostante per fortuna fosse comunque assicurato contro i furti: «Dopo qualche mi è stato restituito il cassetto del registratore di cassa con qualche spicciolo dentro – racconta – ma non c’erano i 1.400 euro che mi hanno rubato».
 
Ad avvisare i militari è stato lui stesso e, della cifra contenuta come fondo cassa, lo ha messo nero su bianco lui stesso nella denuncia presentata ai militari del Nucleo operativo e radiomobile. Il cassetto del registratore di cassa sarebbe stato trovato pressoché vuoto in un canneto vicino alla sua pompa di benzina, laddove si erano nascosti i due presunti ladri finiti in manette, con il cinquantenne che è in casa con l’obbligo di rimanere in casa la notte e il figlio minorenne che si trova nel carcere minorile di Firenze. —

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