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Arrestato con 100 piantine di marijuana in casa: «Non ha rubato l’energia elettrica»
Livorno: dopo che l’ex imprenditore è finito in manette, l’avvocato replica alla nota dei carabinieri. «Dagli atti non risulta questo»
LIVORNO. «Negli atti e nei verbali che la difesa ha avuto a disposizione per partecipare all’udienza di convalida dell’arresto non vi è alcun riferimento a un qualche furto di energia elettrica, ovvero all’occupazione di terreno pubblico da parte del mio assistito, Federico Franco. Inoltre lo stesso esclude decisamente di aver mai avuto allacci abusivi alla rete elettrica o di aver in qualche modo invaso ovvero occupato terreni altrui, pubblici o privati».
A parlare, dopo l’arresto dell’ex imprenditore livornese di 53 anni, Federico Franco, trovato in casa con 42 piante di marijuana in essiccazione, altre 59 interrate e ancora verdi, numerose dosi di marijuana suddivise tra bustine, involucri di plastica e vetro, strumenti per la coltivazione come lampade alogene e ventilatori, cinque involucri con dentro l’hashish, diversi contenitori con semi di cannabis e seimila euro in contanti, è il suo avvocato Marco Talini.
Il difensore risponde al comunicato dei carabinieri, inviato sabato scorso alle testate locali, che oltre a dar conto del sequestro di droga ai suoi danni e verso un suo vicino di casa (il trentaduenne Davide Pischedda, trovato con tre piantine e 750 grammi di marijuana fra tronco, foglie e una parte di fiori, anch’egli finito in manette e, come Franco, adesso con l’obbligo di dimora) aveva parlato dell’intervento «della polizia municipale, intervenuta in loco per l’occupazione abusiva delle aree interessate, in quanto zone comunali, oltre che per il furto di energia elettrica posto in essere per provvedere alla cura delle piante con le necessarie lampade». Addebiti respinti dal suo difensore di fiducia: «I due arresti, fra l’altro, sono cose distinte». —
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