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Rubano 1.400 euro dal benzinaio arrestati babbo e figlio di 17 anni

Stefano Taglione
Rubano 1.400 euro dal benzinaio arrestati babbo e figlio di 17 anni

Si sono buttati in un canneto dopo aver spaccato una finestra dell’impianto Eni Il padre scrive al Tirreno: «Siamo innocenti, lì c’erano due ragazzi, è colpa loro»

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Hanno rotto la finestra di un distributore di benzina rubando il registratore di cassa e soprattutto i 1.400 euro nascosti all’interno. Poi hanno cercato di scappare, nascondendosi in un canneto che si trova proprio dietro l’impianto di carburanti, l’Eni di Barriera Roma. Ma i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Livorno, diretta dal maggiore Guglielmo Palazzetti, li hanno scoperti e arrestati per furto aggravato.

Un livornese di 50 anni e suo figlio diciassettenne sono finiti in manette grazie al tempestivo intervento dei militari, che li hanno trovati pure con uno scooter rubato e con arnesi da scasso, denunciandoli quindi per i reati di ricettazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli. Il doppio arresto risale a lunedì scorso ed è stato convalidato dai giudici: il ragazzo ora, su disposizione del tribunale per i minorenni, si trova nel carcere minorile di Firenze, mentre il padre, ma in questo caso ha deciso il tribunale labronico, ha l’obbligo di dimora nel comune di Livorno e il divieto di uscire di casa la notte, circostanza comunque già prevista dal coprifuoco per arginare l’emergenza coronavirus. Entrambi abitano nel quartiere di Corea e i loro nomi non vengono resi noti dal Tirreno in quanto uno dei coinvolti, il figlio, è minorenne.

I carabinieri hanno recuperato i soldi, restituendoli al responsabile della pompa di benzina che si trova all’incrocio fra via Roma, viale della Libertà e viale Nazario Sauro. Restano chiaramente i danni, già riparati dalla proprietà per evitare ulteriori scorribande dei ladri. Un altro impianto Eni, quello di viale Petrarca, nei giorni addietro aveva subìto un altro raid, con i malviventi che avevano rubato appena 30 euro.

Sulla pagina Facebook del Tirreno - Livorno, ieri pomeriggio, il cinquantenne (è il padre del ragazzo, uno dei due arrestati ndr) ha scritto un messaggio per spiegare la sua versione dei fatti: «Ma almeno sapete o condannate a caso? – scrive all’indirizzo di alcuni utenti che commentavano la notizia dell’operazione dei militari dell’Arma – Sono il padre del “bimbo” e al di là di tutto mi importa veramente poco di cosa dite, il furto non lo ha fatto nessuno di noi, c’erano altri due ragazzi lì. Andiamo a testa alta sempre, non come alcuni di voi...», è un passaggio del suo post che è stato poi molto commentato. Ma i giudici fiorentini e livornesi per il momento hanno creduto alla versione dei militari, convalidando l’arresto e prevedendo per entrambi delle misure cautelari. —

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di Redazione web