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Livorno

«Arte, sport e idee per una vita al Massimo», si è spento Fraddanni eterno sognatore

«Arte, sport e idee per una vita al Massimo», si è spento Fraddanni eterno sognatore

È scomparso a 74 anni. Giovanissimo aveva aperto la prima galleria. Titolare anche della Corime, negli anni Novanta aveva portato il Livorno Rugby in A1

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LIVORNO. Una vita al massimo e non solo per il nome. Divisa tra mille passioni. Massimo Fraddanni era molto conosciuto a Livorno per le sue molteplici attività di imprenditore, gallerista e sportivo. Si è sempre interessato all’arte, seguendo una tradizione familiare inaugurata dal nonno Argante, mercante d’arte e collezionista. Giovanissimo, aveva aperto, alla fine degli anni’60, la galleria Il Cavallo di via Verdi, punto di incontro e sede di numerose mostre per molti artisti livornesi ma anche spazio di approdo di opere di artisti emergenti a livello nazionale come Roberto Crippa, Gianni Dova, Giulio Turcato, Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto e internazionale come Andy Warhol.

Innumerevoli sono le esposizioni allestite da Fraddanni alla Galleria il Cavallo, dedicate ai più famosi artisti livornesi come Corcos, March, Natali, De Rosa Sumberaz e tanti altri, soprattutto artisti fuori dal coro come Zeb, Paolo Diara, Armando Tanzini. In particolare ha seguito il percorso artistico di Mario Madiai al quale ha dedicato diverse mostre e per lui ha curato anche gli archivi legali. Senza mai abbandonare l’interesse per l’arte si è poi cimentato come imprenditore in numerose attività. Ancora giovane, con Madiai aveva rilevato il ristorante Oscar dal primo proprietario, omonimo, per farne un punto di ritrovo dei pittori livornesi.

Negli anni 70 si era avventurato nella gestione di una delle prime emittenti locali private, TT1, Tele Tirreno 1.
Poi la più importante esperienza di imprenditore come titolare della Corime, Compagnia Riparazioni Meccaniche che operava nel settore meccanico e portuale. «Eclettico e innovativo», ricordano parenti e amici, si era fatto conoscere per la sua capacità di tradurre in realtà idee assolutamente inedite per Livorno. Così aveva aperto l’Ostello della gioventù nella bella sede appena ristrutturata di Villa Morazzana e un locale cult come la galleria Factory Art in Venezia.

Nel frattempo aveva sempre coltivato anche la sua passione per lo sport. Dopo una prima esperienza giovanile di atleta con il calcio nella Pro Livorno e nella Primavera del Livorno, si era poi appassionato alla pallacanestro.
Successivamente ha continuato a frequentare i campi da gioco in qualità di manager. È stato il presidente del miglior periodo nella storia del rugby livornese. Massimo Fraddanni è stato il presidente/magnate del Rugby Livorno dalla stagione 1984/85 fino a metà dell’annata 1992/93. Sotto la sua guida, con tecnici Fabrizio Gaetaniello e Marco Bollesan, il Rugby Livorno ha colto prestigiosissimi risultati. Su tutti il sesto posto nel campionato di A1 (all’epoca il massimo torneo, nel quale erano impegnate realmente tutte le migliori squadre italiane). Si è trattato del più bel traguardo raggiunto da una squadra della Toscana occidentale. Un presidente realmente innamorato della propria società che ha investito ingenti risorse nel club biancoverde e che è stato anche presidente della Federazione Italiana Rugby.

Attualmente continuava a occuparsi di arte nella Galleria di via Michon. Si è spento a 74 anni. Lascia i tre figli, Giacomo, Ilaria e Bianca, quattro nipoti e una bisnipote. I funerali sono in programma domencia 15 novembre alle 11 con partenza dalla camera mortuaria.


 

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